Junior Cally, la Polizia: “Ci offende. Servizio pubblico responsabile”. La Rai: “E’ responsabilità di Amadeus”

di redazione Blitz
Pubblicato il 5 Febbraio 2020 16:50 | Ultimo aggiornamento: 5 Febbraio 2020 16:50
Junior Cally, la Polizia: "Ci offende. Servizio pubblico responsabile". La Rai: "E' responsabilità di Amadeus"

Junior Cally, la Polizia: “Ci offende. Servizio pubblico responsabile”. La Rai: “E’ responsabilità di Amadeus” (Foto Ansa)

SANREMO  –  Non si placano le polemiche sulla partecipazione al Festival di Sanremo 2020 di Junior Cally, rapper autore della canzone in cui si parla di donne uccise. 

“Junior Cally non venga invitato sul palco dell’Ariston che oltre ad offendere le donne nelle sue litanie da metanfitemina manda letteralmente a fanc*** poliziotti e polizia di Stato. La Rai, servizio pubblico pagato dai cittadini, tutti, compresi i poliziotti che quella specie di canterino offende nei suoi brani, sarà  responsabile dell’esibizione di questo soggetto”, ha dichiarato il segretario generale del sindacato autonomo di Polizia, Fabio Conestà.

Diversa l’opinione di viale Mazzini. “Junior Cally è un rapper nato nei sobborghi di Roma, che ha fatto un percorso di vita indubbiamente non facile e ha utilizzato il linguaggio proprio di questo genere per ricostruire nelle sue canzoni precedenti un quadro comune a tante periferie del mondo, una gioventù esasperata e violenta perché cresciuta in situazioni estreme. Il cantare queste situazioni non significa necessariamente dunque, è bene ribadirlo, che l’artista condivida i comportamenti o i pensieri che descrive nei suoi testi”, sottolinea la Rai nella risposta a diversi quesiti dei membri della Commissione di Vigilanza sulla presenza di Junion Cally a Sanremo.

Nella lettera, che riporta l’opinione dell’amministratore delegato Fabrizio Salini, si precisa che “sta nella responsabilità e nell’autonomia del direttore artistico del Festival la scelta editoriale relativa a generi musicali e interpreti della canzone italiana. Nello specifico – si legge ancora -, oggetto di contestazione a Junior Cally non è il brano musicale presentato al Festival della Canzone (“No Grazie”) bensì un brano uscito nel 2018 dal titolo “Si chiama Gioia”. “E’ bene poi ricordare – sottolinea la tv pubblica – che il regolamento vieta agli artisti durante la manifestazione di rendere dichiarazioni contrarie alle disposizioni del codice etico di Rai. Anche questa regola non è invocabile nel caso di specie in quanto la porzione del brano incriminato non è stata ribadita dall’artista nei tempi recenti ma, al contrario, quest’ultimo ha rilasciato dichiarazioni che ne hanno circoscritto la portata”.  

Ma ad attaccare la Rai è anche la Lega, che attraverso il deputato Massimiliano Capitanio, segretario della commissione di Vigilanza Rai, ha tuonato: “La difesa della presenza di Junior Cally al Festival di Sanremo da parte della Rai è imbarazzante e condita di bugie”.

“Nella risposta ai molteplici quesiti presentati in Vigilanza l’azienda di viale Mazzini afferma che “Il cantare queste situazioni non significa necessariamente dunque, è bene ribadirlo, che l’artista condivida i comportamenti o i pensieri che descrive nei suoi testi”. Peccato che questo personaggio abbia invece recentemente dichiarato il contrario: non si vuole scusare, non rinnega nulla dei testi in cui inneggia allo stupro e al femminicidio e, non contento, manda a quel paese – per usare un eufemismo – lo Stato e la Polizia”.

“Questa non è arte – ribadisce Capitanio -, ma letame cancerogeno per la nostra civiltà. Se non vuole chiedere scusa lui, lo faccia la Rai al posto suo. Nessuno osi infangare il Festival di Sanremo, autentico patrimonio culturale del nostro Paese, sdoganando – con soldi pubblici – un personaggio simile, che gli italiani sapranno comunque distinguere dagli artisti veri in gara, cambiando semplicemente canale se e quando dovesse salire sul palco dell’Ariston”, conclude l’esponente leghista. (Fonti: Ansa; Agi)