La Rai di Renzi. Il piano (terza versione) taglia tg: Rainews e Tgr accorpati

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 Luglio 2014 12:10 | Ultimo aggiornamento: 21 Luglio 2014 12:10
La Rai di Renzi. Il piano (terza versione) taglia tg: Rainews e Tgr accorpati

La Rai di Renzi. Il piano (terza versione) taglia tg: Rainews e Tgr accorpati

ROMA – Rai di Renzi, il piano (terza versione) taglia tg: Rainews e Tgr accorpati. All’inizio del suo mandato, in quella sua prima visita di buon’ora e a sorpresa a Saxa Rubra, Luigi Gubitosi si rese subito conto della necessità di mettere mano all’informazione Rai. E non ne fece mistero, avviando il progetto di digitalizzazione dei tg. Dopo l’ammodernamento tecnologico, che sta andando avanti, sembra scoccata l’ora della fase più complessa, quella della trasformazione dell’assetto storico dei tg per dire addio alla nota tripartizione ora che gli “editori di riferimento” Dc, Psi e Pci non esistono più.

Accorpamenti, integrazioni forzate delle testate s’impongono come effetto del taglio da 150 milioni nei trasferimenti del Governo alla Rai: mentre, come più volte ripetuto, non si mette mano a un doveroso e conseguente restringimento di Mediaset (ogni taglio Rai favorisce il concorrente duopolista che si comporta come un soggetto pubblico) e una gestione perlomeno avventurosa nella raccolta pubblicitaria (vedere le denunce sui Mondiali brasiliani per credere) e della Sipra “sfascia mercato”.

Giovedì il piano dei tre esperti Fiorespino-Rizzo Nervo-Nardello. E’ una settimana calda quella che si apre oggi: mercoledì è in programma un riunione informale del consiglio di amministrazione, prima della seduta di giovedì in cui dovrebbe essere illustrato il piano. Già nell’ultima riunione del cda il direttore delle Risorse Umane Valerio Fiorespino e quello dello Sviluppo Strategico Carlo Nardello (che lavorano al dossier insieme al presidente della scuola di Perugia, Nino Rizzo Nervo) avevano illustrato gli obiettivi della riforma: creazione di sinergie tra le testate per evitare che su un singolo servizio si trovino diverse telecamere Rai e caratterizzazione, con una precisa mission, dei vari tg.

Rizzo Nervo da ex consigliere, ex direttore del Tg3 e della Tgr conosce l’azienda come pochi. Il modello a cui si è ispirato è la riforma che oltre 20 anni portò alla fusione dei Radiogiornali Gr1, Gr2, Gr3. A Fiorespino è stato affidato il compito di scattare la foto dei maggiori broadcaster europei. Nardello, assunto nel 2002, in epoca berlusconiana, quando il dg era Agostino Saccà, si è sempre occupato di marketing e palinsesti. E c’è chi dice che qualche consiglio l’avrebbe dato anche Antonio Campo Dall’Orto. Uno dei potenziali successori di Luigi Gubitosi che immagina il servizio pubblico con una unica rete e il resto da destinare al mercato. Nel piano messo a punto dagli esperti il Tg1 conserva il suo carattere istituzionale (potrebbe inglobare Rai Parlamento); il Tg2 la sua vocazione a trattare temi di costume e società; il Tg3 l’informazione politica ed economica, con un’ampia finestra internazionale. (Claudio Marincola, Il Messaggero)

Meno capi, più soldati. L’anacronismo dell’attuale organizzazione è stato sottolineato più volte anche da esponenti del governo, che dopo le vacanze estive prenderà in mano il dossier Rai avviando le consultazioni in vista del rinnovo della concessione. Il commissario alla spending review Carlo Cottarelli, inoltre, non ha mancato di mettere in rilievo, nei suoi studi, l’alto numero di graduati tra i giornalisti Rai e i conseguenti costi aggiuntivi, figli della politicizzazione delle redazioni. L’obiettivo è ora dare una mission precisa ai tre tg nazionali, procedendo anche a una riduzione delle numero delle testate.

Ed è allo studio anche l’eliminazione delle edizioni più brevi dei telegiornali. Il Tg1 dovrebbe mantenere il suo carattere istituzionale e per questo potrebbe inglobare Rai Parlamento, il Tg2 potrebbe specializzarsi sull’approfondimento, il Tg3 sull’informazione regionale e internazionale.

Integrazione Rainews e Tg regionali. Tra le ipotesi, messe da parte le voci di matrimonio tra Rainews e Tg2 o Tg3, spunta ora l’idea di un’integrazione tra Rainews e TgR, che diventerebbe così la testata più grande della tv pubblica, garantendo quelle sinergie che rientrano tra gli obiettivi del piano. Tra mercoledì e giovedì il vertice dovrebbe incontrare anche l’Usigrai e lì si farà anche il punto sugli organici. Tra le otto testate Rai: il Tg1 ha circa 160 giornalisti, il Tg2 150, il Tg3 130, Rainews24 (dopo la fusione con Televideo) 190, la TgR 700, il Giornale Radio (ora unito a Gr Parlamento) 220, Rai Parlamento 50 e RaiSport 120.

Sindacato Usigrai: “No a blitz estivi”. “Continua il valzer delle indiscrezioni. Troveremmo molto grave che un progetto di tale portata arrivi in cda senza che il sindacato ne sappia nulla. Il direttore Generale non pensi a blitz estivi”. E’ l’altolà dell’esecutivo Usigrai, a proposito del piano di riforma dell’informazione che dovrebbe approdare in consiglio di amministrazione la prossima settimana. “L’Usigrai – spiega il sindacato in una nota – chiede la riforma da mesi, ma Gubitosi non si illuda di imporla: è indispensabile un adeguato confronto con l’Usigrai e i cdr. In ogni caso nessuna riforma seria è possibile senza liberare la Rai dal controllo dei partiti e dei governi”. Oggi intanto all’Università di Roma La Sapienza si apriranno gli “Stati generali, “una Pallacorda di idee per ripensare la Rai”. La convocazione è partita dal professor Mario Morcellini, direttore del Dipartimento di Comunicazione e ricerca sociale.