Le Iene e il Blackout challenge, il papà di Igor Maj: “I nostri figli devono conoscere questi pericoli”

di Filippo Limoncelli
Pubblicato il 3 aprile 2019 11:17 | Ultimo aggiornamento: 3 aprile 2019 11:17
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Le Iene e il Blackout challenge, il papà di Igor Maj: “I nostri figli devono conoscere questi pericoli”

ROMA – Il Blackout challenge consiste nel legarsi qualcosa al collo fino a svenire per qualche istante. La folle sfida si è propagata sul web, portando alla morte diversi ragazzi in giro per il mondo. Le Iene, nella puntata di ieri sera, 2 aprile, si sono occupate del caso trattando la morte di Igor Maj, un ragazzo di 14 anni, milanese, trovato morto in casa sua con una corda legata al collo.

Ramon, il padre del ragazzo, racconta così il giorno in cui scoprì che il figlio era morto: “Sono tornato a casa dopo aver ricevuto una chiamata dalla signora che ci aiuta in casa, mi aveva detto che Igor stava molto male. Ho visto la corda: ho pensato subito al suicidio ma mi sembrava impossibile”.

“Quando sono arrivato a casa e ho visto la scena ho capito – continua Ramon. Lui si è attaccato una corda intorno al collo e si è soffocato. L’unica cosa che ho pensato è stato il suicidio però mi sembrava assolutamente impossibile”. “E’ sempre stato un ragazzo allegro. Il giorno prima è stata una giornata particolarmente bella. Abbiamo giocato insieme”.

I genitori poco tempo dopo vengono a conoscenza delle ultime ricerche sul telefono di Igor. “Guardando la cronologia abbiamo trovato questo video sulle challenge più pericolose che i ragazzi fanno e una delle ultime era proprio questa sfida al soffocamento. E lì abbiamo capito. Alle 11.30 aveva visto il video e la cosa è successa tra le 12.30 e le 13”.

Un mondo sconosciuto quello che scoprono i genitori di Igor. Per questo Ramon pensa che sia importante informare gli altri genitori e i ragazzini di questo fenomeno: “Io sono convinto che parlare delle cose riesca a dare ai genitori gli strumenti per capire cosa frulla in testa ai ragazzi e dall’altra parte ai ragazzi dà gli strumenti per capire quanto grosse possono essere certe cazzate e quindi quanto siano da evitare. Sono convinto che conoscere i pericoli e farli conoscere ai ragazzi è sempre una cosa positiva”.

Sulla vicenda di Igor Maj intervenne anche Selvaggia Lucarelli, che scrisse un lungo post a riguardo. “Inveiva, dando sostanzialmente un po’ del falso, del fasullo a mio marito dicendo che diceva cose che non erano state assolutamente controllate”, racconta la mamma di Igor . “Lei in sostanza diceva: certo è più facile pensare che il proprio figlio sia morto in questo modo, per un video visto piuttosto che pensare che si sia suicidato. Io ve lo assicuro, ho perso mio figlio e, qualunque sia il modo in cui muore, il dolore è quello”. (fonte Le Iene)