Le Iene, l’intervista a Capitano Ultimo: “Ogni giorno penso che potrei essere ucciso”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 Ottobre 2019 8:27 | Ultimo aggiornamento: 23 Ottobre 2019 8:29
Le Iene e l'intervista al Capitano Ultimo

Giulio Golia intervista Capitano Ultimo

ROMA – “Quando hai messo le manette ai polsi di Totò Riina lo sapevi che avresti avuto una condanna a morte?” chiede Giulio Golia a Capitano Ultimo, il colonnello dei carabinieri che arrestò Toto Riina e a cui è stata appena revocata la scorta.

“Certo” dice Capitano Ultimo. “Questa potrebbe essere la tua ultima intervista?” chiede ancora Golia. “Potrebbe, quindi… facciamola bene”.

“Perché Ultimo? Il Generale Dalla Chiesa portò questo concetto di essere nascosti, dell’invisibilità. Ci siamo scelti dei nomi di battaglia per non farci riconoscere via radio. E così decisi di chiamarmi Ultimo. Da quanto vivo sotto scorta? Dal 1993. Serve per controllare se sono seguito da qualcuno che ho indagato. Questo sarebbe il concerto di scorta”.

Come siete arrivati a Riina? “Seguendo la famiglia Ganci de quartiere Noce di Palermo”.

“Abbiamo così iniziato a controllare questa via Bernini – continua – e grazie alla collaborazione di un pentito abbiamo riconosciuto la moglie di Riina e alcuni suoi collaboratori”.

Poi l’arresto. “Riina aveva paura – racconta – molta, una cosa spregevole”.

Le prime parole di Riina? “Diceva: chi siete, non respiro, chi siete”.

Sei stato processato insieme al generale Mori perché non hai perquisito il covo di Riina.

“Ho preferito seguire i fratelli Sansone – spiega – Non avevo nessun obbligo di fare la perquisizione”.

Qualcuno però portò via tutto dal covo.

Perché no? Rifaresti la stessa cosa? “Sì”.

“Su di lui, su Capitano Ultimo, pena la condanna a morte della mafia” spiega Golia.

“Provenzano – spiega Capitano Ultimo – aveva proprio un chiodo fisso su di me”.

“Quando lo arrestarono – continua – trovarono un mio libro sul suo comodino”.

“Sono diventato – continua ancora – un simbolo”.

Cosa nostra non esiste più? “Chiedilo a loro. Per loro non è più pericolosa. Attenzione: secondo me non va sottovalutata un’organizzazione così pericolosa. Mi incazzo quando si dice che la mafia non è pericolosa. Non è solo una mia questione personale”.

Fonte: Le Iene.