Le Iene, Chico Forti e l’intervista in carcere: “La gente non mi ha mai abbandonato”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 Dicembre 2019 16:31 | Ultimo aggiornamento: 23 Dicembre 2019 16:31
Le Iene, Chico Forti

Chico Forti durante l’intervista con Le Iene

ROMA – La iena Gaston Zama, continuando con la sua inchiesta, è volato a Miami per parlare con Chico Forti, il nostro connazionale che da venti anni è rinchiuso in carcere per l’omicidio di Dale Pike. Omicidio che ha sempre detto di non aver commesso.

“Cerco di vivere una vita che per questo ambiente sia normale – racconta – Lavoro, lavoro moltissimo. Mi sveglio tutti i giorni alle 4 di mattina e vado avanti fino alle 7 di sera. Faccio un po’ di tutto, insegno alla gente che non ha mai viaggiato, aiuto a tradurre, con il programma di educazione fisica. Faccio di tutto, perché più mi impegno meno tempo ho per pensare e per intristirmi”.

Vivere in carcere da venti anni pensando di essere innocente non è facile: “Non ci si abitua, ci si adatta. Questa fase non la reputo parte della mia vita, una stasi, una sospensione temporanea di quella che è la mia vita reale. Mi hanno messo le catene, mi hanno messo le recinzioni intorno ma non mi hanno cambiato. Se non ti svegli pensando che c’è qualcosa di positivo, non riesci a sopravvivere”.

In questa battaglia per dimostrare la sua innocenza Chico Forti non è mai stato solo: “Sono troppi gli amici là fuori per citarli”. Da venti anni il nostro connazionale è circondato da persone che lottano insieme a lui. A Chico si illuminano gli occhi quando Gaston Zama gli parla della casa di suo zio Gianni. Si bagnano di lacrime quando invece gli racconta della madre, “la mia roccia”. Lei sembra la più convinta di tutti che un giorno Chico ritornerà a Trento, la sua città natale. “E ha ragione a esserlo”, ribatte fiero. “Nell’incubo di questa situazione – racconta – una cosa che ho scoperto, e che non auguro a nessuno di dover scoprire in questa situazione, è la solidarietà e l’amicizia non solo di chi mi conosceva prima ma anche di chi si è dedicato anima e corpo a me dopo”.

E la famiglia? “I miei figli quando posso li sento. Il rapporto con loro è d’amore, ma parlare con loro crea tristezza e dolore da entrambe le parti”. Quando Chico è entrato in carcere i suoi figli avevano 5, 3 e 1 anno. Oggi sono adulti. “La foto che porto con me sempre è di come li ho lasciati”. “Heather si è rifatta una vita, è quello che volevo. Sapevo che era una battaglia lunga, insieme abbiamo deciso di proteggere i nostri figli. Non è un caso che si siano trasferiti alle Hawaii. È un distacco che è una sofferenza ma aiutato molto loro a rifarsi una vita. Non avrei mai accettato di averli qui ogni weekend a venirmi a trovare: le visite che ho ricevuto, il momento del distacco è stato un dolore indescrivibile”.

C’è però anche tanta delusione in Chico: “Mi hanno deluso i miei presidenti, avrebbero avuto la possibilità di fare qualcosa per me. Non tutti, ci sono stati politici che ci hanno provato e si sono scontrati contro un muro di gomma. Terzi di Sant’Agata è stato incredibile”. Chico Forti non si è mai dichiarato colpevole, e sostiene che mai lo farà. “È per la gente che crede in me, per quelli che credono nella mia innocenza. Se mi dichiaro colpevole è il momento in cui perdo questa battaglia”.

“In questi venti anni – continua – non mi sono mai sentito abbandonato dalla gente, dai vertici dello Stato a volte sì. Sembro diventato trasparente per chi poteva riportarmi a casa. Non sto chiedendo la carità o un favore, sto chiedendo che venga fatta giustizia”. 

“A Mattarella direi – spiega – dedica un po’ di tempo ad analizzare i fatti e a studiare il mio caso. Se sai che hai la possibilità di correggere uno sbaglio, lo lasci alla tua coscienza quale sia la decisione da prendere”.

Ma cosa farebbe Chico Forti se uscisse domani dal carcere? “Corro col mezzo più veloce ad abbracciare mia madre”. E poi chiarisce una cosa: “Io credo ancora nella giustizia”. 

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Fonte: Le Iene.