Le Iene, Filippo Roma: “Dopo il servizio sul M5s sui social mi augurano le malattie”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 febbraio 2018 10:46 | Ultimo aggiornamento: 14 febbraio 2018 10:49
Filippo Roma

Filippo Roma

ROMA – Intervistato dal Tempo, l’inviato de Le Iene Filippo Roma, l’autore del che ha svelato la cosiddetta “rimborsopoli” del Movimento 5 Stelle, dice di essere stato insultato e duramente attaccato sui social. “Non mi faccio impressionare, ma  – ha detto la Iena – sono un po’ incazzato. Vedo tanta ottusità e una certa dose di invasamento”.

Sui social, però, se la pigliano con voi. Sul profilo Facebook delle iene i fan del Movimento ve ne dicono di tutti i colori, che siete servi di Berlusconi eccetera eccetera.

«Sì, e non ti dico sui miei profili! Servo di Berlusconi, di Renzi… prezzolato… merda… pagato…».

Anche minacce?

«Per ora non ne ho viste, ma ancora devo leggere bene tutti i messaggi che mi sono arrivati. Però ci sono “auguri” di malattie, che mi vada tutto male… direi che queste cose sono pure peggio. Io non mi faccio impressionare, ma sono un po’ incazzato. Vedo tanta ottusità e una certa dose di invasamento».

Rifiuto di fare i conti con la realtà?

«Invece di prendersela con chi ha portato alla luce un misfatto, perché non se la prendono con chi lo ha commesso? Poi figuriamoci, noi servi! Nei nostri servizi abbiamo portato alla luce cose che non andavano di tutti i partiti, da Forza Italia al Pd, perché le Iene sono questo. Figurati se io ho Berlusconi che mi telefona la sera e mi dice: “Devi fare questo e quest’altro”. L’odio mi fa incazzare perché è ottuso. Peraltro, le nostre fonti sono attivisti delusi del Movimento, gente per bene che si è accorta di tante cose che non vanno. È successo in questo caso come in quello delle firme false a Palermo».

E ancora: «L’antipolitica l’abbiamo introdotta noi. pensa che all’inizio della legislatura, quando realizzavo i servizi fuori dalla Camera e dal Senato molti parlamentari del Movimento 5 Stelle si venivano a fare la foto con me, perché dicevano che erano cresciuti con le Iene».