Live – Non è la D’Urso, Marco Carta: “La mia notte in cella, come un animale in gabbia senza cellulare”

di redazione Blitz
Pubblicato il 6 Giugno 2019 10:44 | Ultimo aggiornamento: 6 Giugno 2019 10:44
Live - Non è la D'Urso, Marco Carta: "La mia notte in cella, come un animale in gabbia senza cellulare"

Live – Non è la D’Urso, Marco Carta: “La mia notte in cella, come un animale in gabbia senza cellulare”

MILANO – Fabrizio Corona docet: anche il carcere è motivo di fama e di ascolti. E così Marco Carta è andato in tv a raccontare la sua notte in cella “come un animale in gabbia, senza cellulare”.

L’ex vincitore di Amici è stato fermato venerdì scorso, 31 maggio, con l’accusa di furto aggravato per aver portato via dalla Rinascente di Milano, insieme ad una sua amica, sei magliette per un valore totale di 1.200 euro. 

Mercoledì 5 giugno Carta è stato ospite di Barbara D’Urso a Live – Non è la D’Urso e ha raccontato quell’esperienza: “Suona l’allarme, arriva la vigilanza, ci fermano. Io faccio vedere la mia borsa e dentro c’erano cose comprate con tanto di scontrino. Poi ci portano in uno stanzino, aprono la borsa di lei e ci sono sei magliette. Poi è arrivata la polizia, io ero incredulo, ci facevano domande, ci hanno perquisiti e io ero molto scosso. Poi ci hanno detto ‘dovete seguirci, ci potrebbe essere un arresto’”.

Quella stessa sera Carta è finto in carcere: “Dentro una macchina della polizia ci hanno portato al fresco come si dice, dentro un carcere, dentro ad una cella, sì, dentro una cella, separati io dalla mia amica. Io facevo avanti e indietro, mi sentivo un animale in gabbia. Ero senza cellulare, non potevo avvisare il mio fidanzato, che fino a notte fonda non ha sputo più nulla di me. Mi hanno detto che ero sotto arresto e che non potevo sentire nessuno se non un avvocato. Sono rimasto in cella fino alle 4:30 del mattino, poi una pattuglia mi ha accompagnato a casa. Si vedeva che ero scioccato e che non stavo bene, fissavo il vuoto. Anche se a casa, la mattina continuavo ad essere arrestato”. 

Il giorno seguente, racconta Carta, “alle 8 del mattino la polizia è tornata a prendermi, siamo andati al processo. Il magistrato ha visionato i documenti per ore e non ha trovato prove certe e c’erano cose che non tornavano nelle dichiarazioni messe a verbale. Adesso sono indagato, ma non rinviato a giudizio”. (Fonte: Live – Non è la D’Urso)