Live non è la D’Urso, Wanna Marchi umiliata in tv fa mea culpa: “Non andate da maghi e imbonitori come me”

di Daniela Lauria
Pubblicato il 21 marzo 2019 0:22 | Ultimo aggiornamento: 21 marzo 2019 0:22
Live non è la D'Urso, Wanna Marchi umiliata in tv fa mea culpa: "Non andate da maghi e imbonitori come me"

Live non è la D’Urso, Wanna Marchi umiliata in tv fa mea culpa: “Non andate da maghi e imbonitori come me”

ROMA – “Non chiamate i maghi e quelli che come me che, per un momento nella vita, hanno perso l’onestà”. Così Wanna Marchi a Live non è la D’Ursoprova a fare mea culpa dopo un estenuante processo in tv. Protagonista del due contro tutti, insieme alla figlia Stefania Nobile, le due ex regine delle televendite hanno fronteggiato tutti gli ospiti prescelti all’interno delle sfere che non hanno risparmiato loro dure critiche e reprimenda.

Wanna Marchi e la figlia hanno discusso animatamente con quasi tutti, dopo aver pubblicamente reclamato il diritto alla redenzione. “Dal 2001 abbiamo tutto il mondo contro”, hanno detto prima di ripercorrere la loro carriera, dal successo in tv ai quasi 10 anni trascorsi in carcere per associazione a delinquere, truffa aggravata e bancarotta fraudolenta.

“Noi siamo qua solo per te – ha detto Stefania alla D’Urso – Noi siamo andate via dall’Italia, ma qualcuno ci ha invitato. In carcere le persone sperano di avere una seconda vita quando usciranno, purtroppo non sanno che non è così”. Uno ad uno i cinque commentatori delle sfere le hanno messe sotto torchio: Enrica Bonaccorti, Francesca Barra, Mauro Coruzzi, Paolo Del Debbio e Cecchi Paone.

“Avete fatto delle schifezze”, ha esordito Enrica Bonaccorti. Ma Stefania Nobile non ci sta e replica stizzita: “Dopo 18 anni vi sembra che abbiamo espiato abbastanza? O dobbiamo tornare dentro? Perché sapete la ruota gira! Alla presentazione di un libro Roberto Formigoni lei fece finta di non conoscermi. Ora Formigoni sta a Bollate”. E a chi recrimina alle due donne di non aver chiesto scusa, Stefania aggiunge: “Avremmo potuto patteggiare, chiedere il rito abbreviato, non lo abbiamo fatto”. “Si, sono stata una truffatrice ma adesso ho pagato”. 

L’unico a difendere le due è Mauro Coruzzi, che confessa di essere stato un loro cliente: “Sono un vostro cliente di antica data. Ho comprato il sapone sciogli pancia ma sono più grosso di prima. Ho davvero provato i vostri prodotti e vi ho amato alla follia. Quando ero vostro cliente, sono rimasto insoddisfatto perché i prodotti non funzionavano, però quando Wanna ululava faceva paura anche a me. Loro, però, hanno finito di scontare la loro pena. Diamo a tutti una seconda possibilità, perché non a loro due? Quando avete cominciato a vendere numeri, mi siete cadute perché quelle cose non si fanno. Quando avete cominciato a imbrogliare le persone sono rimasto deluso”.

Lo scontro più duro, però, è quello con Cecchi Paone che definisce entrambe volgari. Loro rispondono a tono: “Sei un intellettuale del ca***”. Alla fine, dopo un lunghissimo confronto e svariate risse verbali, è la D’Urso a convincere Wanna Marchi ad abbassare i toni e a lanciare un appello: “Non fidatevi degli imbonitori come me”.

Fonte: Live non è la D’Urso