Luca Palamara a Non è l’Arena prova a difendersi su Salvini, nomine…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 Giugno 2020 11:39 | Ultimo aggiornamento: 1 Giugno 2020 11:39
Luca Palamara da Giletti a Non è l'Arena prova a difendersi su Salvini, nomine...

Luca Palamara a Non è l’Arena prova a difendersi su Salvini, nomine… (Foto Ansa)

ROMA – Luca Palamara ospite di Massimo Giletti a Non è l’Arena prova a difendersi  dalle accuse piovutegli addosso nelle ultime settimane.

Da quando, cioè, sono state pubblicate intercettazioni, chat e sms che l’ex consigliere del Csm aveva avuto in passato con politici, altri magistrati.

Intercettazioni che riguardano ad esempio il processo a Salvini (quando era ministro) per il caso dei migranti della Diciotti non fatti sbarcare.

O intercettazioni che riguardano anche le nomine del Csm.

Palamara sul caso Salvini

“Non c’era la volonta di offendere Salvini”. Lo ha detto l’ex consigliere del Csm Luca Palamara,che in una chat con un collega aveva scritto “va attaccato”, riferendosi a Salvini. Palamara ha spiegato che i consiglieri del Csm volevano tutelare i magistrati di Agrigento attaccati per aver indagato l’allora ministro dell’interno per il caso della Diciotti.

Palamara e Di Matteo

Dice Palamara: “E’ troppo facile dire che sia stato Luca Palamara a fermare Di Matteo. Il sistema delle correnti si accordò su nomi diversi, e quella decisione fu ratificata dal plenum. Una sorta di manuale Cencelli e Di Matteo venne pretermesso”.

“Il nostro sistema penalizza chi non appartiene alle correnti della magistratura. Il sistema premia chi appartiene alle correnti”.

Il telefono intercettato

“Ho anticipato il Covid: chi ha attuato il distanziamento sociale con me si è salvato”. Lo ha detto l’ex consigliere del Csm Luca Palamara a “Non è l’Arena”, riferendosi al fatto che nel suo telefono era stato inserito il trojan.

Le accuse sulle nomine

“L’accusa originaria è caduta. Gli stessi pm l’hanno fatta cadere nella fase delle indagini preliminari. Il gip ha testimoniato che non c’è nessun atto contrario ai doveri d’ufficio”. Lo ha detto Palamara, riferendosi all’accusa che gli veniva mossa in origine nell’inchiesta di Perugia di aver preso 40mila euro per facilitare una nomina.

E poi ancora: “Mi chiamavano tantissimi colleghi, non per il compimento di atti illeciti. Ma perché ero in grado di mediare”.

“Nel 2006 c’è stata una grande trasformazione nella magistratura che ha determinato la corsa al carrierismo sfrenato. E i posti in procura sono molto ambiti”. (Fonti: Ansa e Non è l’Arena)