Lucio Presta contro Mauro Masi: cronaca di un duello in “salsa sanremese”

Pubblicato il 22 Febbraio 2011 20:52 | Ultimo aggiornamento: 22 Febbraio 2011 20:53

Lucio Presta

ROMA – L’agente dello spettacolo Lucio Presta lascia Sanremo sbattendo la porta: “Lascio il festival fino a quando Masi e Verro saranno in carica”. Come mai il dg Rai ha fatto così alterare Presta? Pare che l’agente non abbia gradito che Masi volesse imporre alla conduzione del festival 2011 Bruno Vespa in tandem con Manuela Arcuri. A scapito, per esempio, di Belen Rodriguez, star della sua scuderia. C’è però dell’altro. Lo scontro va infatti avanti da giorni, durato praticamente per tutto il Festival di Sanremo. Il sito Dagospia ha fatto un resoconto.

Lucio Presta ha convinto Roberto Benigni ad andare al Festival. È il manager televisivo di Belen, Paolo Bonolis, Antonella Clerici e insieme al direttore artistico Gianmarco Mazzi ha costruito anche il successo di questa edizione ma è l’unico che non brinda: “Chiudo con Sanremo, non ci lavoro più. Ringrazio il direttore di RaiUno, Mauro Mazza, che è sempre stato al nostro fianco, ma non si può lavorare con un direttore generale che non dà il suo appoggio. Con Mauro Masi non ho rapporti, ha remato contro.. Però è venuto a prendersi gli applausi”, si è sfogato Presta a Repubblica.

Presta spiega quindi i suoi risultati personali: “Nel 2005 mi chiamano e con Bonolis cambiamo le regole, Paolo intuisce una strada nuova, il festival diventa contemporaneo, guarda al mercato. Nel 2009 c´inventiamo un altro format, successo incredibile e poi nel 2010 la formula viene ripresa dalla Clerici. Ascolti incredibili. Mazzi e io ci rimettiamo a lavorare, crediamo nel format e pensiamo a una squadra non sbagliando nulla. Malgrado la Rai, nella persona del direttore generale Rai, Masi volesse affidare la conduzione del festival a Bruno Vespa e Manuela Arcuri”.

“Con l’aiuto di Mazza abbiamo formato la nostra squadra – prosegue Presta –  Forse Masi ha pensato che insistere sulla sua formula significasse assumersi troppe responsabilità e non se l’è sentita. Ma non voleva Belen, voleva a tutti i costi la Arcuri. A quel punto il gruppo, a cui si era aggiunto Morandi, si è compattato. Gli abbiamo detto: partiamo così e arriviamo così altrimenti non partiamo. A settembre facciamo il giro dei consiglieri per presentare il progetto già approvato. Masi fa entrare nella stanza solo Morandi e lascia fuori me e Mazzi: non condivideva la nostra linea. Da quel momento non è più intercorso alcun contatto con lui, cosa che prima avveniva quasi quotidianamente”.

A questo punto sull’attacco di Lucio Presta, Dagospia ha interpellato al telefono lo stesso Masi, a New York per il suo nuovo incarico di presidente di Rai Corporation, e la risposta è stata: “Presta chi?…”. Dire che c’è del gelo è poco.

Il direttore di Rai1 Mauro Mazza prova a non entrare nella polemica, ma alla fine pende verso Masi: “Quello di Sanremo 2011 è un successo di tutta la Rai. La direzione artistica del Festival, la squadra capitanata da Morandi e Rai1 hanno potuto contare sul convinto sostegno dei vertici aziendali: il Consiglio di amministrazione diede l’ok al progetto da me illustrato, il presidente Garimberti ci ha sempre incoraggiato, il direttore generale Masi è stato al nostro fianco soprattutto nei momenti più delicati della preparazione. Se qualcuno, proprio oggi in un momento di soddisfazione, vuole chiamarsi fuori dalla squadra, è libero di farlo. Personalmente sono convinto si tratti di una scelta sbagliata, soprattutto se accompagnata da dichiarazioni inopportune”. La dichiarazione di Mazza risponde, seppur senza citarlo esplicitamente, a quanto affermato da Lucio Presta.

“Lucio Presta ha tanti poteri tranne quello di licenziare me e il dg Mauro Masi dalla Rai”. Così il consigliere di amministrazione di maggioranza Antonio Verro commenta, interpellato dall’Ansa, l’intervista di Presta. Di questi temi, ha annunciato il consigliere di maggioranza parlerà nel corso del cda previsto per giovedì a viale Mazzini. Verro tiene quindi a ribadire che il Festival capitanato da Morandi ha registrato “ottimi ascolti: siamo tutti contenti di questo. Ma non può al tempo stesso passare il concetto che l’audience giustifichi sempre e comunque ogni cosa”.