“Mad men” incoronata la serie dell’anno agli Emmy 2010

Pubblicato il 30 Agosto 2010 13:24 | Ultimo aggiornamento: 30 Agosto 2010 13:24

Trionfa agli Academy of Television Arts and Sciences di Los Angeles “Mad Men”, la serie tv sulla nascita dell’industria pubblicitaria negli anni Sessanta a New York. A “Mad Men” lo scettro quindi di miglior serie drammatica dell’anno, mentre “Modern Family” è la miglior commedia.

Bryan Cranston per “Breacking bad” ha vinto l’Emmy per il migliore attore in una serie drammatica surclassando attori come Hugh Laurie di “House”, Jon Hamm di “Mad Men” e Matthew Fox di “Lost”; Kira Sedwick per” The Closer” ha vinto l’analoga categoria femminile. Jim Parsons, protagonista di The big bang theory, è il migliore attore protagonista per una commedia, mentre fra le donne ha vinto Eddie Falco per “Nurse Jackie”.

Nonostante le diciannove nomination di “Glee”, il musical tanto celebrato negli Stati Uniti ha portato a casa pochi premi, fra questi quello andato a Jane Linch, miglior attrice non protagonista, a Betty White per il suo ruolo di guest star, e Ryan Murphy per la regia.

Fra i film per la tv, grande successo per “Temple Grandin”, che racconta la storia vera di una ragazza autistica e che ha portato a casa cinque statuette: Claire Danes, che ha interpretato Temple, ha vinto l’Emmy per la migliore attrice protagonista, Julia Ormand e David Strathairn hanno ottenuto le statuette per i non protagonisti, a Mick Jackson è andata la quella per la regia e per ultima è arrivata quella più importante per il miglior film.

Al Pacino, protagonista di “You Don’t know Jack”, ha vinto l’Emmy per il migliore attore protagonista e alla storia del Dottor Morte Jack Kevorkian è andata anche la statuetta per la sceneggiatura. “The Pacific”, il dramma sul fronte orientale della Seconda Guerra Mondiale, prodotto da Steven Spielberg e Tom Hanks, grande favorito con 24 candidature, ha vinto solo una statuetta ma molto importante: è la migliore miniserie dell’anno. A George Clooney è andato il premio intitolato a Bob Hope, per il suo impegno umanitario grazie alle numerose maratone televisive organizzate dall’attore in aiuto ai meno fortunati.