Madonna di Civitavecchia, un uomo rivela a Porta a Porta: “Ho sporcato io di sangue la statua”

di redazione Blitz
Pubblicato il 21 Febbraio 2020 13:05 | Ultimo aggiornamento: 21 Febbraio 2020 13:05
Madonna di Civitavecchia, un uomo rivela a Porta a Porta: "Ho sporcato io di sangue la statua"

Madonna di Civitavecchia (nella foto Ansa). Un uomo rivela a Porta a Porta: “Ho sporcato io di sangue la statua”

ROMA – “E’ mio il sangue sul volto della Madonna di Civitavecchia, ho sporcato io la statuina”. A raccontarlo a Porta a Porta è Ivano Alfano che, dopo 25 anni, smentisce il miracolo rivelando che è stato solo un goffo incidente. 

Intervistato da Vittoriana Abate, l’uomo ha spiegato cosa accadde quel giorno. Era il 2 febbraio 1995, quando la piccola Jessica Gregori vide le lacrime di sangue scendere sul volto della madonnina in gesso che si trovava nel giardino di casa. Non poteva immaginare che poco prima di lì era passato Ivano Alfano. 

L’uomo stava facendo una gita in motocicletta con la compagna. “Arrivati a Civitavecchia – ha raccontato – il filo del gas ha cominciato a dare problemi. Mi sono fermato per aggiustarlo e mi sono ferito alla mano”. Quindi i due hanno “lasciato la motocicletta per andare a prendere qualcosa da mangiare e a un certo punto c’era una nicchietta con una Madonnina. Quando vedo una Madonnina faccio il segno della croce, mi bacio e tocco la madonnina. Quando l’ho toccata è colato del sangue sull’occhio della statua. Avevo una piccola ferita. Ho provato a pulirla, ma ho lasciato così perché stava arrivando un signore”.

Probabilmente era il papà di Jessica Gregori, ipotizza l’uomo: “La bambina forse ha visto colare il sangue perché era una cosa appena successa”, ha spiegato.

La Chiesa non si è mai espressa ufficialmente sulla veridicità del presunto miracolo. La statuina, oggi conservata in una teca nella parrocchia di Sant’Agostino, è conosciuta come la Madonna delle Lacrime e tuttora oggetto di venerazione.

All’epoca, le analisi degli esperti del Policlinico Gemelli e del Policlinico Umberto I chiarirono che si trattava di sangue umano maschile. Il che confermerebbe la tesi del signor Alfano. Sulla vicenda indagò anche la procura di Roma, ma il caso fu archiviato.

Alla domanda sul perché abbia atteso 25 anni prima di uscire allo scoperto l’uomo ha risposto che temeva di “creare un casino” e di essersi convinto solo recentemente, anche su suggerimento di una sua amica. Agli scettici comunque replica che è disposto a sottoporsi alla prova del Dna, per dimostrare che quel sangue era effettivamente il suo.

Fonte: Porta a Porta