Sanremo 2020, Marcella Bella: “Delusa da Amadeus. La canzone l’avevo scritta con mio fratello Gianni”

di FIlippo Limoncelli
Pubblicato il 23 Gennaio 2020 15:24 | Ultimo aggiornamento: 23 Gennaio 2020 15:24
Sanremo 2020, Marcella Bella: "Delusa da Amadeus. La canzone l'avevo scritta con mio fratello Gianni"

Marcella Bella (foto ANSA)

ROMA – Marcella Bella si dice delusa da Amadeus. La cantante, intervistata da Il Corriere della Sera, ha raccontato di come, a suo dire, l’hanno esclusa dal prossimo Festival di Sanremo: “Se mi sono chiesta perché non sono in gara? Ormai c’è una certa incompatibilità tra me e il Festival. Non arrivo da un reality, non ho una delle grandi case discografiche alle spalle. Mi ha consolato vedere la lista degli esclusi: penso che abbiano fatto uno scherzo ad Amadeus e l’abbiano sostituita con l’altra…”.

“Dico sempre la verità, non ho ancora imparato – si sfoga la cantante di “Montagne Verdi” – Fin da quando dissi a Teddy Reno che avevo 13 anni, e non i 15 necessari per essere ammessa al Festival degli sconosciuti di Ariccia, nonostante avessi vinto le selezioni”. Una esclusione dolorosa: “Non per me, ma per mio fratello Gianni. Avrei voluto partecipare con la nuova canzone che abbiamo scritto tutti insieme noi quattro fratelli: io, lui, Antonio e Rosario. Si intitola “Un amore speciale”. Amadeus l’aveva sentita e mi aveva detto che era una canzone importante. Evidentemente non abbastanza”.

Marcella Bella spiega perché la canzone è così importante per lei: “Gianni nel 2010 ha avuto un ictus che gli ha paralizzato metà del corpo. È sempre stato il mio idolo, ma persino dopo quell’evento mi ha dato l’ennesima lezione di vita. Avrebbe potuto diventare depresso, egoista, si sarebbe potuto incattivire. Tutte cose legittime. E invece ha affrontato l’ictus con dignità. Nei primi tempi, quando mi scoraggiavo preoccupata, mi dava un colpetto con la mano sinistra sulla coscia, come per dire: guarda che sto bene”.

“Come abbiamo fatto a scrivere la canzone? L’ictus gli ha colpito la porzione di cervello delegata alla parola, ma non quella alla musica. Quando lo chiamo, io parlo come un fiume e lui dice sì, sì, no, no. Poi comincia a farfugliare e allora mi faccio passare sua moglie che è una interprete bravissima. Dopo l’ictus aveva paura di riavvicinarsi al pianoforte, teme lo stress. Però canticchia, emettendo dei suoni. Una volta ha improvvisato una melodia, l’ho registrata con il telefonino e ho coinvolto gli altri due fratelli per metterla in musica e scrivere il testo. Quella è la nostra canzone”. (fonte CORRIERE DELLA SERA)