Mario Adinolfi contro Alla Lavagna: “Dopo Luxuria, la Santanchè. Quando ero a scuola…”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Febbraio 2019 12:07 | Ultimo aggiornamento: 4 Febbraio 2019 12:15
Mario Adinolfi contro il programma Rai Alla Lavagna: "Dopo Luxuria, la Santanchè. Quando ero a scuola..."

Mario Adinolfi contro Alla Lavagna: “Dopo Luxuria, la Santanchè. Quando ero a scuola…” (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Mario Adinolfi è intervenuto (come al solito polemicamente) ai microfoni de L’Italia s’è desta condotta da Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

Sulle polemiche riguardo le parole di Daniela Santanchè sulla ricchezza nella puntata di ‘Alla lavagna’. “Forse avevo ragione io a dire di lasciar stare i bambini. Questo format non va. Non è immaginabile far fare le lezioni ideologiche davanti ai bambini di 9 anni, è qualcosa di insopportabile. Se fai venire il calciatore, l’attore, lo scienziato può anche andare, ma far sfilare le varie quote di potere della Rai: da Salvini col sovranismo, da Luxuria, dalla Santanchè, non so come non ci sia stata un’insurrezione dei pagatori del canone. Penso che immediatamente Rai3 debba sospendere immediatamente il format e chiedere scusa alle famiglie per aver fatto ideologia sulla pelle dei bambini, una cosa folle e senza senso.

Io quando ero a scuola alle elementari e alle medie, mi sono venuti a trovare un viticoltore, un astronauta, un pilota automobilistico, io tutte le volte volevo fare il viticoltore, l’astronauta e il pilota. Quando sei un bambino, sei una spugna, ti viene proposto un modello e tu lo assorbi. Qui i modelli chi sono? Quella che dice quanto è bello essere ricchi, quell’altra dice quanto è bello essere trans, quell’altro che un giorno è sovranista e quello prima nazionalista, quell’altro che dice che è diventato ministro per culo. Se avessero chiamato me sarebbe successo un casino, ma comunque io non ci sarei andato.

Io non ho accettato di partecipare ad un altro importante programma di prima serata, così come non accettai di partecipare al reality “La talpa”, super pagato. All’inizio dissi sì perché era un’offerta fuori dal mondo, poi il giorno dello shooting ufficiale non mi presentai. Perché la tv è uno strumento potentissimo, ma va compreso nella sua potenza. Noi giornalisti abbiamo una carta che ci fa sempre ragionare sull’impatto che abbiamo sui minori”.

Sul congresso del PD. “Il Pd lo conosco bene essendo stato un deputato. Il problema del Pd è che non è più il Pd. Del progetto originario del PD non c’è più traccia. Ora il Pd vuole ridiventare i DS con Zingaretti, con questo rimettere la macchina indietro con poca attenzione all’Italia, prima il meccanismo era l’anti-berlusconismo, adesso il meccanismo è l’anti-grillismo o l’anti-salvinismo. Zingaretti questo congresso lo vincerà, ma quel tipo di meccanismo non può che ridurre il consenso. Il paradosso è che di fatto loro si trovano spiazzati da politiche di sinistra come il reddito di cittadinanza che probabilmente dovevano essere le loro.

Mi pare molto difficile per Zingaretti oggi contestare il reddito di cittadinanza ai meno abbienti, tant’è che sono in una difficoltà enorme. Anche sugli immigrati, non puoi fare la passerella sulla Sea Watch quando con Minniti facevi i lager in Libia, non si regge quella roba là. La mancanza di progettualità e di visione è il virus reale che purtroppo riguarda i partiti socialisti in tutta Europa. Il PD è destinato ad essere sempre più il Pds e sempre più residuale”.