Massimo Ghini difende Baglioni da Salvini. Ma la pace c’è già stata…a sua insaputa

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 gennaio 2019 13:55 | Ultimo aggiornamento: 19 gennaio 2019 16:34
Massimo Ghini difende Claudio Baglioni da Salvini. Ma la pace c'è già stata...a sua insaputa

Massimo Ghini difende Baglioni da Salvini. Ma la pace c’è già stata…a sua insaputa (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Massimo Ghini difende Claudio Baglioni dagli attacchi di Matteo Salvini, ma nel frattempo Salvini e Baglioni si sono già sentiti (da un paio di giorni) e si sono chiariti. E’ il gran teatrino del Festival di Sanremo che si incrocia con il gran teatrino della politica. E qual è il colmo per un teatrino? Che a farne le spese sia (a sua insaputa e suo malgrado) un uomo consumato di spettacolo come Massimo Ghini.

Le dichiarazioni dell’attore romano infatti vanno fuori sincrono rispetto alle notizie che rimbalzano sui siti internet, e cioè dell’avvenuta pace tra il leader della Lega e il direttore artistico del Festival. Tutto nasce dalla politica sui migranti, ormai arcinota: Baglioni nella conferenza stampa di presentazione di Sanremo critica la politica del governo, Salvini gli risponde in ogni sede (fisica o virtuale) di lasciar fare la politica ai “professionisti”.

Sulla vicenda intervengono un po’ tutti, ultimo in ordine di tempo proprio Ghini, che dice a I Lunatici su Rai Radio2: “In questo momento c’è bisogno di fare satira, divertimento, commedia. Su tutto. A Roma c’è un vecchio detto, a chi tocca non si ingrugna. Ora sono al potere le formazioni che ci sono, si devono aspettare anche questo. Vorrei tranquillizzare Salvini quando dice che i cantanti devono cantare e gli attori recitare. Noi stiamo facendo esattamente questo”.

“La politica – ha aggiunto Ghini – ormai ha capito che qualsiasi argomento serve per dire delle cose che riaccendano le luci sul palco, perché mi sembra che dietro questo non ci sia niente se non la mancanza di argomentazioni e quindi ci si muove sulle dichiarazioni degli altri. Quello che ha detto Baglioni, di cui vanto una vera e lunga amicizia, non è niente di particolare. Adesso diventa tutto eroico o particolare, quello che ha detto sta in una logica di persone che ragionano con una mentalità, se questo suscita delle rimostranze ben venga, significa che la democrazia è viva, la democrazia la si costruisce anche attraverso questo. Dobbiamo restare una democrazia”.