Massimo Giletti: “A Lourdes sono stato 30 volte. Ho avuto molti momenti difficili”

di redazione Blitz
Pubblicato il 28 giugno 2018 13:09 | Ultimo aggiornamento: 28 giugno 2018 13:09
Massimo Giletti: "A Lourdes sono stato 30 volte. Ho avuto molti momenti difficili"

Massimo Giletti: “A Lourdes sono stato 30 volte. Ho avuto molti momenti difficili” (Foto Ansa)

ROMA – “Nella mia vita ho fatto trenta viaggi a Lourdes”. E’ un inaspettato Massimo Giletti a rivelarlo. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play]  Il giornalista e conduttore torinese ha raccontato il proprio rapporto con la fede, dall’infanzia sotto la guida di don Primo Zanotti al desiderio di condurre un programma dedicato proprio alla località francese meta di pellegrinaggi.

“Nella mia vita ho fatto trenta viaggi a Lourdes”, come volontario, all’inizio con l’Unitalsi poi con l’Oftal, e “ho avuto tanti contatti diretti con i malati, lavorando nelle piscine e, per i primi venti anni, andando anche in treno con loro. Quel luogo per me significa la presenza viva della Madonna”, ha spiegato Giletti, 56 anni, in un’intervista al settimanale della Periodici San Paolo Maria con te.

E dire che lui, cresciuto tra Torino e una villa in campagna nella provincia di Biella, da piccolo non ne voleva sapere. “È a Ponzone che ho iniziato a fare il chierichetto con i miei fratelli maggiori, sotto la guida di un sacerdote eccezionale, don Primo Zanotti. All’inizio del suo ministero sacerdotale non aveva ancora una chiesa (l’avrebbe costruita mio bisnonno Anselmo Giletti) e viveva in una dependance della nostra villa. Con la semplicità di un parroco di campagna riusciva a dare consigli veri e mi ha aiutato nei momenti difficili della mia vita, che purtroppo ci sono stati, anche nell’infanzia. Ero affetto da una forma grave di scoliosi e dai sette anni fino ai sedici ho dovuto portare corsetti, busti in gesso ed essere ricoverato più volte in ospedale. Per un bambino prima e un adolescente poi non è stata un’esperienza facile, ma le fatiche di quel periodo mi hanno poi temprato per il futuro”.

Il suo primo viaggio a Lourdes è legato proprio alla malattia:

“Avevo 10 anni, andai con mia madre e mia nonna. Rimasi subito colpito dal quel luogo. Con mia nonna Bianca Maria ho vissuto anche un’altra esperienza molto formativa. Era presidente della San Vincenzo e a un certo punto mi ha detto ‘è ora che tu inizi a conoscere degli invisibili, cioè quelli che noi borghesi facciamo finta di non vedere’. Ero cresciuto in un ambiente dorato, ma lei mi portava con sé con la sua cassetta azzurra a dare dei soldi ai poveri che vivevano nelle soffitte. È lì che ho imparato, iniziando a sviluppare la sensibilità verso gli ultimi”.

La fede, dice,

“è una ricchezza, un dono, o ce l’hai o non ce l’hai. Io sono sempre stato restio a parlarne, perché è una dimensione del tutto personale, dovrebbe rimanere dentro a ognuno di noi. Non esiste un luogo ideale, la Madonna la puoi trovare ovunque. Certo a Lourdes è tutto più facile, ti conduce in uno stato di immediata serenità, ma è nella vita quotidiana che bisogna portare quello che lì hai vissuto”.

Il suo rammarico è non aver mai condotto una diretta da Lourdes, almeno fino ad ora:

“In Rai ho provato in tutti i modi a proporre un grande evento che potesse mostrare Lourdes, ma non ci sono mai riuscito, malgrado tutti i programmi che ho condotto abbiano avuto sempre successo”. Ma mai dire mai.