Mentana: “L’avessi saputo, quel Conte lì non lo mandavo in onda”

di Lucio Fero
Pubblicato il 11 Aprile 2020 10:20 | Ultimo aggiornamento: 11 Aprile 2020 10:21
Enrico Mentana: "L'avessi saputo, quel Conte lì non lo mandavo in onda"

Mentana: “L’avessi saputo, quel Conte lì non lo mandavo in onda”

ROMA – Mentana Enrico, direttore, anima, cervello, sostanza e immagine del Tg de La7. Da molti anni protagonista a buon titolo e diritto del giornalismo televisivo, da sempre tentato da qualche protagonismo anche nella politica.

Nella politica intesa sia come civica e civile partecipazione da parte di un cittadino alla cosa pubblica, sia come parte in commedia nel teatrino della politica. Da qualche anno responsabile e capomastro dell’unico telegiornale che non sia una rilettura dei testi delle agenzie di stampa più dichiarazioni di politici finto intervistati. 

Mentana che l’altra sera, nel suo Tg, ha fatto sapere agli italiani all’ascolto che, letteralmente, “l’avessi saputo, quel Conte lì non lo avrei mandato in onda“. Avesse saputo cosa Mentana, cosa non avrebbe mandato in onda della conferenza stampa di Conte?

La parte in cui Conte dice che Salvini e Meloni hanno pubblicamente mentito raccontando agli italiani che l’Italia, cioè il governo Conte, hanno firmato e aderito e richiesto il Mes per l’Italia appunto.

Mentana questo Conte qui non l’avrebbe mandato in onda perché Salvini e Meloni hanno detto la verità sul Mes? No, questo Mentana non lo dice. Per due ottimi motivi non lo dice. Il primo è perché l’Italia non ha firmato né richiesto né aderito a nessun Mes. Il secondo motivo è che Mentana sa che Salvini e Meloni sul Mes non hanno detto la verità dei fatti.

Mentana quel Conte lì non l’avrebbe mandato in onda, spiega lui stesso, perché non si polemizza e non si attacca frontalmente e soprattutto questo non si fa, non si fa rissa politica mentre il paese è sotto schiaffo e impatto da pandemia. Varcata è la misura dice Mentana. Chi la giudica la misura? Mentana. E fin qui libera opinione e misurazione.

Però c’è qualcosa di sghembo assai in questa predicazione della correttezza politica. Non la predicazione in sé, che è ottima cosa. Quel che proprio non va è l’altrimenti ti cancello. L’altrimenti ti cancello non dovrebbe proprio essere nelle prerogative e negli obiettivi professionali di un notiziario.

No, proprio no. E suona ridicolo, sì ridicolo, il rimprovero di autoritarismo a Conte mentre ci si arroga l’autorità di cancellare quel che non piace di ciò che il presidente del Consiglio dice.

Molto, molto sghemba, a dir poco sghemba è la suscettibilità, la tollerabilità etico-sociale secondo il metro di misura rivendicato da Mentana. Secondo questo metro è irresponsabile Conte che dice bugiardi a Salvini e Meloni, invece la Meloni è innocua e per così dire normale, quindi può essere ripresa e rilanciata senza brivid in ogni notiziario, Tg7 compreso, che Conte si è macchiato di “alto tradimento”, che ha tradito la patria, che ha firmato nella notte.

E Salvini che dice che è stato firmata una richiesta italiana di Mes, anche se non è vero, certo che può serenamente andare in onda. Non son sconvenienze al metro di Mentana questi pezzi di Meloni e Salvini, cosa sono, folklore politico?

Mentana, il cui Tg è il migliore che c’è, fa un Tg intessuto e imbevuto della trama della guerra delle dichiarazioni tra politici, l’eterna e immutabile narrazione del Tg7 è la “tensione che cresce” e quindi i fuochi, spesso fatui, della reciproca aggressione tra politici, sono la luce degli occhi del Tg di Mentana.

Eppure Mentana si è… impulpitato. Contro Conte che dà del bugiardo e Salvini e Meloni. Ma Salvini e Meloni possono dare del traditore della patria a Conte, il tg di Mentana questo lo riporta e diffonde senza che la sua sensibilità ne soffra.

La palese e stridente contraddizione non ha alla base un Mentana pro Salvini e pro Meloni (anche se Mentana non riesce a non amare chi va forte negli indici di popolarità). Alla base c’è una leggera ma crescente ebbrezza da primo della classe.

Il primo della classe, Mentana lo è. Ma l’altra sera è stato quel primo della classe che al domandare della maestra alza la mano e vuole, vuole, vuole dire…E gli sfugge incontenibile: io, io lo so, lo so io. Questa volta, l’altra sera, il primo della classe Mentana Enrico non lo sapeva.

No, non lo sapeva bene quel che diceva. Aveva voglia di dire in fretta e nella fretta di dire si è dimenticato che sta a un giornalista criticare, anche condannare. Cancellare no. Quel non l’avrei mandato in onda di Mentana è un atto di arroganza, un tributo a se stesso. Come detto, ebbrezza da primo della classe. Auspichiamo sopravveniente sobrietà.