Mia Martini chi era: dove e quando è nata, vita privata, Ivano Fossati, le sorelle, Loredana Bertè, i successi, la morte

di redazione Blitz
Pubblicato il 24 Febbraio 2022 - 20:19
mia martini foto ansa

Mia Martini chi era: dove e quando è nata, vita privata, Ivano Fossati, le sorelle, Loredana Bertè, i successi, la morte (foto Ansa)

Mia Martini è morta nel 1995. Questa sera verrà ricordata su Rai Tre con lo speciale “Mia Martini – Fammi sentire bella” in onda dalle 21,20 alle 23,20.  L’ufficio stampa della Rai presenta così il documentario: “È Sonia Bergamasco a guidare lo spettatore attraverso un racconto a più voci narrato da coloro che con Mimì hanno condiviso la vita e i momenti della sua carriera (…). Ci sono poi i ricordi della famiglia (…) le testimonianze di colleghi e amici, come Caterina Caselli e Dori Ghezzi, e dei grandi autori che per lei hanno scritto canzoni senza tempo (…)”. 

Dove e quando è nata, vero nome, Loredana Bertè e sorelle: la biografia di Mia Martini

Mia Martini era registrata all’anagrafe di Bagnara Calabra il 20 settembre del 1947. Il suo vero nome era Domenica Bertè ed era la sorella più grande di Loredana e la seconda tra 4 sorelle. Con Loredana ha sempre avuto un rapporto difficile. Le altre sorelle sono Leda, la grande, nata nel 1945. Non ha seguito le orme delle sorelle, è infatti informatica. Ha lavorato poi per il Ced, il Centro Elettronico di Documentazione della Corte di Cassazione, e per quello della Corte d’Appello.

Leda, che ha sempre difeso Mia con cui era molto legata, è stata anche delegata nazionale per l’Anipa, Associazione Nazionale Informatici Pubblica Amministrazione. Vive a Roma e dal primo matrimonio ha avuto la figlia Alessandra, mentre dalle seconde nozze ha avuto altre due figlie

Olivia è invece la più piccola. Nata nel 1958, ha da sempre difeso il padre Giuseppe Radames Bertè, un professore di latino e greco, che è sempre stato attaccato dalle sorelle.

Loredana Bertè e Mia Martini, l’infanzia difficile

Sua sorella Loredana Bertè (nata nel 1950), durante un’intervista a Verissimo del 2019 ha raccontato alcuni aspetti sulla loro infanzia difficile smentendo il rapporto difficile tra loro due: “Nella nostra vita non abbiamo mai festeggiato il compleanno, le feste erano bandite, anche il Natale! Per sfuggire alle botte e alle litigate violentissime che c’erano in casa, andavamo al Luna Park: per noi era la cosa più sicura”. 

“Con Mimì è morta una parte di me. Quando sono sul palco la sento dentro e do tutto, anche se sono terrorizzata e ho gli attacchi di panico prima di uscire. Non respiro, ma penso a lei e poi esco”. 

Marito e figli, la relazione con Ivano Fossati: la vita privata di Mia Martini

Mia Martini non si è mai sposata e non ha avuto figli. La sua relazione più nota è quella con il collega Ivano Fossati. I due si sono messi insieme nel 1977 e lasciati nei primi anni ’80 dopo aver avuto anche un forte sodalizio artistico, con Fossati che scrisse diversi testi per la sua compagna. A qanto pare, i due si lasciarono a causa dell’eccessiva gelosia di lui.

Chi era Mia Martini? La carriera della cantante

Su di lei si è detto molto in questi anni. E c’è chi come la sorella Loredana non crede al suicidio avvenuto nel 1995. Ripercorriamo la sua carriera. 

Discograficamente, Mia Martini inizia nel 1962 quando, quindicenne e con il nome di Mimì Bertè, incide il singolo ”I miei baci non li puoi scordare”. Perché arrivi il successo Mimì deve aspettare 10 anni. L’estate del 1972 lancia due giovani stelle: una è Marcella Bella con ”Montagne verdi”, l’altra e lei con ”Piccolo uomo’‘, frutto di una collaborazione con Bruno Lauzi, che si aggiudica il Festivalbar.

Da Mimì Bertè a Mia Martini

L’anno prima Mimì Bertè aveva cambiato nome in Mia Martini e con un brano d’avanguardia, il trasgressivo ”Padre davvero’‘, tratto dall’album ”Oltre la collina” (tra gli autori c’è Claudio Baglioni) e censurato dalla Rai, aveva vinto a sorpresa il primo festival d’Avanguardia di Viareggio.

La consacrazione giunge nel 1973 con ”Donna sola”, ”Minuetto”, scritta per lei da Califano e ”Inno”. Nel 1974 la critica europea la premia come cantante dell’anno e le hit parade ospitano il suo “Donna con te”. Inizia una triennale collaborazione con Charles Aznavour sugellata, nel 1977 da un memorabile concerto all’Opera di Parigi.

L’emarginazione dall’ambiente musicale e il successo con Murolo

Poi inziano gli anni difficili, con la Martini che viene emarginata dall’ambiente con la fama di menagramo. Un primo rientro la Martini lo tenta al Sanremo 1982 con ”E non finisce mica il cielo” di Ivano Fossati. Il secondo, e definitivo, si deve alla grinta di Adriano Aragozzini, che la convince a partecipare al Sanremo 1989 (il primo della sua gestione) con ‘‘Almeno tu nell’universo”, premiato dalla critica e secondo assoluto dietro a ”Ti lascero”’ del duo Oxa- Leali.

Va meno bene l’anno dopo, quando la Martini torna a Sanremo da favorita con ‘‘La nevicata del ’56” ma non ottiene il successo sperato. A Sanremo è anche nel 1991 con l’appassionata “Uomini” e nel 1993 in coppia con la sorella Loredana Bertè.

Sono partecipazioni non memorabili, che non la lanciano in vetta alle classifiche di vendita. Ma ormai la voce roca e grintosa di Mia Martini è tornata di moda, e lei, discreta compositrice e grande interprete, è contesa da autori vecchi e giovani.

A fine 1993, dà  vita con Roberto Murolo a una appassionata intepretazione in dialetto napoletano a ”Cu me” di Enzo Gragnaniello. E’ l’ultimo grande successo commerciale di una cantante che non ha mai derogato dalla ricerca della musica di qualità anche a scapito della notorietà e della rinuncia alla vetta delle hit parade.

La fama di portare male

Per anni Mia Martini ha vissuto ai margini del mondo musicale perché le era stata assegnata una fama di iettatrice. La superstizione è stata più forte del suo talento e così per un lungo periodo nessuno le ha offerto l’ occasione di tornare ad occupare quel posto da protagonista che meritava. Una vicenda assurda che ha inciso profondamente su una personalità fragile e facile alla depressione.

Il suo delicato equilibrio interiore è stato turbato da tormentate vicende personali che hanno fatto assumere alla sua carriera un andamento altalenante che l’ha portata ad esili volontari.  Negli ultimi anni Mia Martini stava recuperando i crediti che aveva con la fortuna. Ma evidentemente era scritto nel destino che la sua doveva rimanere la storia di un grande talento sfortunato. 

La morte il 12 maggio del 1995

Il 12 maggio del 1995, Mia Martini muore. La cantante, dopo diversi giorni di irreperibilità con squilli a vuoto del telefono, viene ritrovata nella sua abitazione in via Liguria 2 a Cardano al Campo, in provincia di Varese, adagiata sul letto con le cuffie nelle orecchie e il braccio proteso verso un telefono. L’autopsia svelò che aveva avuto un arresto cardiaco sopravvenuto dopo una overdose di eroina. Aveva solo 47 anni. 

Questo il racconto di Nando Sepe, importante manager musicale italiano: “Anche durante le prove c’era qualcosa che non andava. Il manager della band diceva: ‘Mimì è strana’. Si stancava subito”. Dopo 3 giorni di squilli a vuoto, Nando cominciò ad allarmarsi. E poco dopo ricevette la drammatica notizia: Mimì non c’era più.