Michele Santoro, partenza con botto: 4 milioni di spettatori

Pubblicato il 4 Novembre 2011 12:55 | Ultimo aggiornamento: 4 Novembre 2011 13:00

Il cast di Servizio Pubblico

ROMA – Si sono connessi sul web, l’hanno intercettato sulla rete di televisioni locali, l’hanno cercato su Sky. Si sono insomma industriati i volenterosi telespettatori di Michele Santoro che giovedì sera hanno visto Servizio Pubblico. E non sono stati pochi: secondo i primi calcoli sarebbero stati 3 milioni, qualcuno azzarda addirittura 4 milioni. Un numero enorme, basta fare qualche raffronto. Il programma è il terzo più visto della serata dopo Rai Uno e Canale 5. Lo share si aggira tra il 12 e il 14%.

”Tre milioni di sonori schiaffi a chi ha determinato l’uscita di Michele Santoro dalla Rai”, ha dichiarato il consigliere d’amministrazione della tv pubblica, Nino Rizzo Nervo, quando il dato non era ancora consolidato”.

I dati, ancora provvisori, sono stati forniti Giuseppe Giulietti di articolo 21 e da Vincenzo Vita l’esperto di media del Pd. “Si tratta di un risultato senza precedenti, pari al doppio degli ascolti, per fare un solo esempio, raggiunti dal telefilm trasmesso alla stessa ora, su Rai due, in quello spazio che un tempo era occupato proprio da Annozero”.

Il format del programma ricalca Annozero: apertura del conduttore, servizi, ospiti in studio, opinione del pubblico, Marco Travaglio e Vauro. Ospiti in studio Diego Della Valle, il sindaco di Napoli Luigi De Magistris e Paolo Mieli; Franco Bechis, vicedirettore di Libero, Luisella Costamagna, il duo Sergio Rizzo e Gianantonio Stella, autori del celebre libro-inchiesta “La Casta”.

Arriva anche l’attesa intervista a Valter Lavitola che torna a spiegare (come aveva già fatto da Enrico Mentana) i prestiti di Berlusconi a Gianpaolo tarantini di cui era tramite: “Come vedete, da settembre a marzo, Berlusconi mi ha dato 350.000 da dare a Tarantini, e io così ho fatto”. Si definisce un ingenuo: “Dovevo dargli 10.000 euro al mese come mi aveva detto di fare il premier”. “Berlusconi non ha alcuna dimestichezza con il potere”: aveva detto Lavitola. Anzi, “non conosce nemmeno i vertici delle istituzioni. I contatti li tiene tutti Gianni Letta”.