Santoro: “Iniziativa senza precedenti della Lega per non farmi andare in Rai”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 febbraio 2019 14:46 | Ultimo aggiornamento: 28 febbraio 2019 14:46
Santoro: "Iniziativa senza precedenti della Lega per non farmi andare in Rai"

Santoro: “Iniziativa senza precedenti della Lega per non farmi andare in Rai” (Ansa)

ROMA – Quella della Lega “è un’iniziativa senza precedenti. Non solleva, infatti, obiezioni di merito su fatti, accordi reali o (cosa che sarebbe comunque grave) trattative in corso. In assenza di qualsiasi notizia di stampa sull’argomento, utilizza voci di corridoio per diffondere falsi allarmi e costringere la Rai a chiudermi la porta in faccia”. Lo scrive Michele Santoro, lamentando una lesione del diritto del lavoro, ai presidenti di Camera, Rai e Vigilanza dopo il quesito dei parlamentari leghisti sulle “indiscrezioni” su un eventuale collaborazione del conduttore con Rai2.

Il giornalista definisce l’interrogazione della Lega su un’eventuale collaborazione del conduttore con Rai2 “un’iniziativa senza precedenti”. “A scanso di equivoci, voglio precisare che discutere della conformità dei contratti e dei contenuti delle trasmissioni agli indirizzi parlamentari rientra perfettamente nelle prerogative della commissione; ma ciò non può permettere di interferire sui diritti individuali e sulla libertà d’informazione che, fino a prova contraria, restano principi costituzionalmente garantiti”.

“Il fatto che il governo sia stato decisivo nel rinnovare i vertici della Rai – prosegue Santoro – non libera i nuovi dirigenti dal dovere di provvedere all’offerta televisiva in piena autonomia e respingendo pressioni indebite. In un’altra epoca la magistratura è dovuta intervenire per sanzionare duramente la Rai per aver chiuso una mia trasmissione senza valide ragioni editoriali. Penso che, da qualunque prospettiva guardiamo a quei giorni, riprodurre un clima che pensavamo di esserci messi definitivamente alle spalle non serva al Paese”.

“‘È vero che Santoro tornerà a collaborare con la Rai? E con quali compensi?‘. Sono domande improponibili, ledono il diritto privato e impediscono a un professionista di svolgere liberamente la sua attività – prosegue Santoro -; inoltre una siffatta formulazione assume un grado di deterrenza nei confronti non di una collaborazione esistente ma di qualsivoglia ipotetica futura collaborazione, quando la Costituzione Italiana ‘riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro, e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto'”.

“Ho ritenuto di sollevare la questione non per me stesso ma perché sento messi in discussione princìpi fondamentali”, scrive ancora Santoro. “Spero che il vostro intervento – conclude – possa ristabilire un clima di rispetto, scoraggiare altre iniziative inopportune e fare in modo che ciascuno con le sue idee possa contribuire a far crescere civilmente e culturalmente il nostro Paese”.

Fonte Ansa.