Miriam Leone: “Da adolescente terribili angosce e insicurezza. L’amore? Ora sono single…”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 Luglio 2019 21:35 | Ultimo aggiornamento: 30 Luglio 2019 21:35
Miriam Leone: “Da adolescente terribili angosce e insicurezza. L'amore? Ora sono single...”

Miriam Leone in un selfie su Instagram

ROMA – Miriam Leone, ex Miss Italia ora attrice, è stata un’adolescente che ha sofferto perché incapace di omologarsi alla massa e che, a causa dei problemi economici della famiglia, faticava a stare a passo con i tempi. Di questo suo periodo ne ha parlato in una lunga intervista rilasciata a Vanity Fair.

“Vengo da una famiglia a cui il cibo non è mai mancato, ma che durante la mia infanzia ha avuto importanti difficoltà economiche. Abbiamo dovuto tirare la cinghia. Era l’epoca in cui sembrava che ogni ragazzo dovesse indossare una maglietta Calvin Klein e a me, quella maglietta, i miei non potevano proprio comprarla. Alla fine agguantai un’imitazione che misi con la vergogna di chi può essere scoperto da un momento all’altro. Pensavo in continuazione che qualcuno mi avrebbe smascherato. Sembra stupido, ma si trattava di angosce terribili, angosce da insicurezza, angosce da batticuore”.

“Sembra stupido, ma si trattava di angosce terribili, angosce da insicurezza”, ha spiegato lei. “Con quella maglietta volevo essere semplicemente come tutti gli altri, non ci riuscivo e così ho tentato in vari modi di annullarmi. Poi, prima di perdermi, ho riabbracciato me stessa”, ha aggiunto Miriam. 

Capitolo amore. Attualmente è single anche se in passato ha confessato di aver sofferto tanto per amore: “Ho sofferto per amore prima di capire cosa fosse l’amore. Le donne dei romanzi che leggevo, ovviamente, erano tutte sventurate. Sventurate loro e disgraziatissime le eroine dei cartoni animati della mia generazione, la generazione Bim Bum Bam. Pollyanna, Lady Oscar, Georgie. Tutte più o meno abbandonate o orfane, così abbandonate da farti sentire in colpa per essere stata felice, o addirittura di essere viva. Più mancava un contatto fisico, più mi struggevo. L’amore a una certa età era così: patimento e dolore. “Non sarò mai all’altezza”, mi dicevo mentre il bello di turno, ignaro, mi passava davanti in motorino”.

“L’amore romantico – conclude -, magari corrisposto, è una fortuna che capita poche volte. Quello fugace è tutta un’altra storia che non sempre vale la pena vivere. Nel mio frigo non manca mai un limone da buttare. Nasce giallo, diventa verde, poi fa la muffa. La vita da single, signori, è così. Le zie però, il corredo di nozze tutto ricamato a mano, stupendo, lo hanno messo coscienziosamente da parte. Un giorno, dicono, me lo daranno: ma solo se mi sposo. Non demordono, loro”. (fonte VANITY FAIR)