Montalbano sono, perché devo prendere soldi pubblici?

di Antonio Sansonetti
Pubblicato il 23 settembre 2014 15:27 | Ultimo aggiornamento: 23 settembre 2014 15:27
Montalbano sono, perché devo prendere soldi pubblici dalla Sicilia?

Luca Zingaretti-Commissario Montalbano sulla famosa terrazza (a Punta Secca, Santa Croce Camerina Ragusa)

PALERMO – Anche e sopratutto perché “Montalbano sono”, perché devo prendere soldi pubblici? Perché la Regione Sicilia deve stornare fondi dal suo disastrato bilancio per finanziare una fiction che scoppia di salute? Nove stagioni, 26 episodi proposti in 110 passaggi televisivi, venduta all’estero il 17 Paesi: questi sono i numeri di Montalbano. Che in Italia è riuscito a fare 11 milioni di telespettatori con una prima e 8,2 milioni con una replica.

Numeri da Sanremo, merito degli autori, degli attori, della produzioni. Merito delle suggestive location siciliane, indispensabile fondale per una serie tratta dai romanzi dell’arcisiculo Andrea Camilleri. Forse non così indispensabile per la produzione (Palomar per Rai Fiction e Sveriges Television). Perché il caso Montalbano è scoppiato quando Carlo Degli Esposti della Palomar ha dichiarato: “In Puglia mi fanno i pontili d’oro”, ventilando l’ipotesi di trasferire il set sotto l’ombrello dell’attivissima Apulia Film Commission, a Otranto, nel Salento che sembra un frammento di Sicilia attaccato allo Stivale. Degli Esposti ha rincarato: “Dalla Regione Sicilia non ricevo un euro. Certo mi dispiacerebbe lasciare l’Isola, ma non si può continuare così”.

Niente soldi in 15 anni di riprese. In una Regione dove i fondi per il cinema sono spesso finiti in avventure fallimentari quanto dispendiose. Prendi il caso di Agrodolce, che doveva essere “Un posto al Sole” versione trinacria, doveva essere il rilancio di Termini Imerese, una piccola Cinecittà sorta dalle ceneri della fabbrica Fiat. È finita con 24 milioni di soldi pubblici buttati, 400 persone rimaste senza lavoro, un contenzioso aperto fra Stato e Regione con reciproche milionarie richieste di pagamenti. Peggio ancora di Agrodolce è il carrozzone della Cinesicilia srl, una partecipata finita in liquidazione, nata per diventare una “Film Commission” attira-set, come quelle attive in Piemonte, Emilia Romagna e Puglia, trasformatasi presto in un carrozzone.

Dice Degli Esposti che anni fa l’ex assessore Tranchida gli aveva promesso 800 mila euro. Dicono che i “Montalbano tour” porti nei loci Montalbaniani, quasi tutti nella provincia di Ragusa, un aumento del turismo calcolato in un 20-40% in più di presenze.

Quindi promette Michela Stancheris, assessore al turismo della giunta Crocetta, che saranno stanziati 200 mila euro per un “Fondo per le produzioni audiovisive seriali con carattere ciclico e continuativo”. Per accedere al Fondo le produzioni tv devono aver lavorato da almeno tre anni sul territorio, devono girare almeno il 51% delle riprese in Sicilia e dare lavoro a un 50% di maestranze siciliane.

Tradotto: 200 mila euro per Montalbano? “No – rassicura la Stancheris – non è un progetto ad hoc per la fiction Montalbano ma un disegno di legge complessivo per valorizzare il territorio della Sicilia”. Quante serie tv si girano in Sicilia in questo momento?