Mtv/ Lo sciopero spegne le dirette per la prima volta nella storia dell’emittente

Pubblicato il 26 Luglio 2009 11:03 | Ultimo aggiornamento: 26 Luglio 2009 11:03

Lo sciopero spe­gne le dirette di Mtv Italia. Per la prima volta nella sua storia, la tv musicale ieri sera ha dovu­to cambiare palinsesto. Sono saltate tre edizioni dei telegior­nali flash e la trasmissione Hi­tlist Italia , nella sua versione estiva Hitlist summer song . I te­lespettatori, al posto della vj Va­lentina Correani, si sono trovati solo la compilation di video.

Niente diretta per uno scio­pero di otto ore: un salto di qualità nella vertenza che, ormai da giorni, divide i lavoratori dall’azienda. Da un lato, i lavoratori accusano Mtv (di proprietà per il 51% del gruppo Telecom Italia Media, mentre il restante 49% è del colosso Usa Viacom) di essere diventata l’acronimo di «Manda Tutti Via», perché ci sono oltre 100 precari con contratti a termine e a progetto che rischiano di perdere il posto di lavoro. «Lavoratori — dice Costanza Longo, assistente alla regia e rappresentante sindacale — che in realtà sono legati a Mtv da moltissimi anni e avrebbero ormai tutti i diritti di un’assunzione definitiva».

Dall’altra il direttore genera­le dell’azienda, Gian Paolo Tagliavia, risponde che «questi numeri non esistono. Gli esuberi sono 35, di cui 21 sono contratti che scadono tra giugno, luglio e agosto, 14 si concluderanno invece entro marzo. Tutti gli altri sono contratti flessibili, legati a produzioni ed eventi. In autunno, con la ripresa delle attività, si ridiscuterà tutto».

Intanto, sono scesi in campo artisti e vj della rete. Rispondendo a un appello lanciato via blog, hanno dato la loro solidarietà. Tra gli altri Fabio Volo, che ha aderito alla protesta con un messaggio di solidarietà: «In questo momento mi trovo all’estero, ma ho parlato con qualcuno di voi e quello che ho saputo mi è bastato a procurarmi una sensazione di tristezza e al tempo stesso di rabbia». Per poi concludere «spero che chi di dovere si ricordi che ci sono delle persone vere dietro a dei palinsesti».