Nadia Toffa e Taranto, dall’inchiesta sull’Ilva alla cittadinanza onoraria

di alberto francavilla
Pubblicato il 13 Agosto 2019 11:41 | Ultimo aggiornamento: 13 Agosto 2019 11:41
Nadia Toffa e Taranto, dall'inchiesta de Le Iene sull'Ilva alla cittadinanza onoraria

Nadia Toffa riceve la cittadinanza onoraria di Taranto (foto Ansa)

ROMA – Nadia Toffa e Taranto, un legame cominciato con i servizi sull’Ilva per Le Iene e cementato con la cittadinanza onoraria. “Io ho imparato tanto da questa città e per questa ragione io ci sarò sempre per questa città”. Era lo scorso 14 gennaio quando Nadia Toffa pronunciò queste parole a Taranto, ricevendo a Palazzo di Città la cittadinanza onoraria da parte del sindaco, Rinaldo Melucci, e del presidente del Consiglio comunale, Lucio Lonoce.

Un riconoscimento, quello di cittadina onoraria alla conduttrice della trasmissione de Le Iene, in quanto testimonial nazionale di una campagna benefica partita dal rione Tamburi (il quartiere vicino all’acciaieria).

Una iniziativa che, attraverso il lancio di una maglietta con la scritta in dialetto tarantino “Io esco pazzo per te”, ha permesso di raccogliere tempo addietro oltre 330mila euro e consentito l’attivazione, nell’ospedale di Taranto Santissima Annunziata, dei posti letto di Oncoematologia pediatrica che prima non c’erano. E riferendosi proprio ai “genitori di questi bambini” che sono colpiti da forme tumorali, Toffa in quella occasione disse che “hanno una forza immane. Voi avete insegnato a me. Io sono combattente – aggiunse Toffa, alludendo  alle cure anticancro che stava affrontando in quei mesi – ma voi siete combattenti. Tosti”.  

“Tutto è nato da  un’idea semplicissima, una maglietta che poi, che posso dire – affermò ancora Toffa – non è nemmeno la più bella maglietta che abbia mai visto. Si è carina, bella, semplice,  a me è piaciuta, mi è stata regalata e mi è stato detto: che cosa possiamo fare? Io, allora, ho deciso di indossarla in trasmissione e da lì – sottolineò  Toffa – è partito un tam tam che ha coinvolto tutta Italia, con richieste da Bolzano, da Palermo, dal Brasile, da tutto il mondo. La indossano a Trento, a Milano, è diventata qualcosa di speciale, una magia, sembra una favola e invece è realtà. La realtà è che siamo riusciti a costruire un reparto che era necessario  e fondamentale”.

“Impensabile – aggiunse  Toffa – che non ci fosse in una città come Taranto. Già è difficile affrontare il cancro, e io so di cosa parlo, ma le famiglie ora hanno un supporto. Bisogna curare i feriti di una guerra”. Nei diversi servizi per “Le Iene”, Toffa aveva infatti raccontato i problemi e i disagi delle famiglie che risiedono nel rione Tamburi e  convivono con l’inquinamento e le polveri del vicino stabilimento siderurgico Ilva, oggi Arcelor Mittal Italia, ma anche le sofferenze di chi, soprattutto bambini, è stato colpito dal cancro.

“Onore e orgoglio poter diventare tarantina. Città forte e martoriata, Taranto, che presto saprà rialzarsi Grazie alla forza dei suoi cittadini. Amo #taranto” aveva postato Toffa sui social prima di ricevere la cittadinanza onoraria dal Comune di Taranto. “Il gesto di Nadia insegna  a chi ha le leve del potere e della programmazione, che non si può parlare di Taranto solo davanti alle telecamere o quando bisogna fare campagna elettorale – commentò il sindaco Melucci -. E poi se ne dimentica. Questo piccolo gesto concreto insegna a tutti quanti coloro che hanno responsabilità per la salute e la sanità”. “Mi auguro che sia un volano – ha affermato Toffa in quell’occasione a Taranto -, un volano di positività”.

L’associazione “Arcobaleno nel cuore” e Ignazio D’Andria, titolare di un bar in piazza Gesù Divin Lavoratore nel rione Tamburi (l’ultima piazza prima delle ciminiere dell’ex Ilva), animatori della campagna di beneficenza supportata dalla Toffa, stamattina hanno appreso con grande sgomento la notizia della morte della conduttrice televisiva. “Abbiamo perso una grande amica, una combattente, una che è stata vicinissima alla nostra causa in difesa della salute dei tarantini, grazie Nadia per tutto quello che hai fatto”. E il loro pensiero va al saluto di Nadia Toffa a Taranto quel 14 gennaio nella sala di rappresentanza del Municipio: “Mi sono sempre sentita tarantina – dichiarò Toffa -. Però diventarlo davvero è un’altra cosa. Io ho il cuore rossoblu, amo Taranto, amo i tarantini”.

“Con Nadia Toffa Taranto perde uno dei suoi guerrieri più forti”. Lo dichiara il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci. “Chi combatte con il coraggio e la grinta con cui lei ha combattuto, non perde mai, è vero, ma oggi, Nadia, concedi ai tuoi concittadini tarantini di essere scossi, addolorati” afferma il sindaco che a gennaio le aveva conferito la cittadinanza onoraria di Taranto. Per Melucci, “Nadia trasmetteva positività e grinta solo passandoti accanto; la osservavo in una delle sue tante visite in quella che è voluta diventare la sua città e Nadia ti costringeva a sorridere, a reagire, a trasformare in un atto per gli altri perfino la propria sofferenza. Impossibile dimenticare quegli occhi e quel sorriso”.

“Grazie per tutto quello che hai fatto per Taranto, Nadia – conclude il sindaco Melucci -.Sarai per sempre in ogni angolo di questa città. Taranto non ti dice addio, Taranto ti dice ancora una volta grazie”. E domattina alle 9.30 una messa in ricordo di Nadia Toffa sarà celebrata a Taranto nella chiesa del rione Tamburi Gesú Divin Lavoratore. (Fonte Agi).