Natasha Stefanenko: “Quando arrivai in Italia credevano fossi una escort. Putin? Ha dato credibilità alla Russia”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 gennaio 2019 12:13 | Ultimo aggiornamento: 23 gennaio 2019 12:13
Natasha Stefanenko: "Quando arrivai in Italia credevano fossi una escort. Putin? Ha dato credibilità alla Russia"

Natasha Stefanenko: “Quando arrivai in Italia credevano fossi una escort. Putin? Ha dato credibilità alla Russia” (Foto Instagram)

MILANO – “Sono diventata ingegnere perché ero la ragazzina più brutta del mondo. A 18 anni sono sbocciata. E quando sono arrivata in Italia pensavano fossi una escort. Putin? Ha dato credibilità alla Russia”: a parlare è Natasha Stefanenko, conduttrice tv ed ex modella russa. 

In un colloquio con Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio alla trasmissione di Rai Radio Due I Lunatici Stefanenko ha ripercorso la propria adolescente e l’arrivo in Italia: “Sono diventata ingegnere perché ero la ragazzina più brutta del mondo. Così mi consideravano. Chi mi stava vicino mi faceva capire che ero proprio brutta. Ero diversa. Alta, molto chiara di carnagione, mentre in Russia piace di più la carnagione mediterranea. In Russia ero una delle tante, insignificante, impaurita, lunghissima. Non sapevo comportarmi, come pormi, facevo nuoto, ero sgraziata, mi facevano capire che ero brutta. Anche mia madre mi guardava sempre con occhi impauriti. Quando vedeva il festival di Sanremo dove cantavano Albano e Romina mi diceva ‘vedi, anche Albano è più basso di Romina’. Mi fece venire il complesso dell’altezza. Ho iniziato a studiare ingegneria sperando che così qualcuno mi avrebbe voluto bene. Lì erano tutti maschi. Fino ai 18 anni nessuno mi guardava, se passavo vicino a qualcuno e facevo rumore nessuno ci faceva caso”.

La ex modella ha poi raccontato del suo arrivo in Italia: “Verso i diciotto anni sono sbocciata. Il primo approccio con l’Italia è stato bello, gli italiani mi hanno accolto a braccia aperte, con grande calore, mi hanno fatto sentire a casa, anche se nemmeno parlavo la lingua. Gli italiani sono più accoglienti dei russi. Sono molto più aperti. In questo senso mi sento molto più italiana che russa. Se ho incontrato qualcuno che ha provato ad approfittarsene? Sì… Infatti tutti pensavano che me la tirassi. Siccome non parlavo, non potevo spiegare ai ragazzi che non ci stavo. Poi era il 1992, un periodo difficile per noi russi, c’erano tantissimi pregiudizi. Qualcuno pensava che una russa, modella, fosse quasi una escort, pensava che la serata fosse fatta. Ti guardavano con uno sguardo diverso. Per spiegare che non era così, non parlando italiano, potevo essere solo fredda, con lo sguardo da assassina. In qualche modo dovevo difendermi”.

Stefanenko ha parlato anche del presidente russo Vladimir Putin: “Se è amato? E’ rispettato. Ha dato tanta credibilità alla Russia. Senza di lui la Russia non avrebbe oggi questo rispetto e questa credibilità. L’Italia? La amo profondamente, ormai è diventata la prima casa. La amo con tutti i suoi pregi e tutti i suoi difetti. Viviamo in un periodo difficile, ma cerco di pensare sempre positivo per andare avanti”.