Nausica Della Valle, la giornalista Mediaset e il convegno su come si guarisce dall’omosessualità

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 febbraio 2019 12:33 | Ultimo aggiornamento: 21 febbraio 2019 12:40
Nausica Della Valle, la giornalista Mediaset e il convegno su come si guarisce dall'omosessualità

Nausica Della Valle, la giornalista Mediaset e il convegno su come si guarisce dall’omosessualità

ROMA – “Perché non sono più lesbica”. Nausica Della Valle, la giornalista di “Quarto Grado“, da anni racconta il “suo ritorno dall’omosessualità” in incontri pubblici. Già. Nel 2019 c’è ancora chi parla di omosessualità come un inganno di Satana o come di una malattia. L’ultimo incontro organizzato dalla giornalista si sarebbe dovuto tenere a Biella ma, dopo numerose polemiche, alla fine l’evento è stato cancellato. 

“Una mattina – ha raccontato la giornalista in una intervista con il telepredicatore Chuck Hall su TCI Televisione Cristiana in Italia – ero a casa e ho detto al signore che volevo studiare la parola e lui mi parlò con voce udibile e mi disse che lui era maschio e femmina e che aveva creato l’uomo e la donna e che quindi tutto ciò che era al di fuori della sua creazione è un inganno della menzogna, Satana- ha detto la giornalista – Poi mi mise davanti, segnatevelo, il Levitico 18-22, Levitico 20-13. Poi mi mise davanti Romani 1 dal 4 alla fine del capitolo, e poi Primi Corinzi 6, 9, 10 e 11. E io lì lessi che Dio aveva abbandonato a passioni infami uomini con uomini e donne con donne, li aveva abbandonati al loro traviamento. L’omosessualità è un abominio agli occhi di Dio. E purtroppo si parla troppo poco nelle chiese di come sia un abominio. Il Signore mi ha parlato e mi ha liberato all’istante”.

L’evento però, dopo numerose proteste, almeno a Biella è stato annullato.

“Un’occasione per rivedere le procedure interne per l’accettazione delle richieste – è il comunicato delle associazioni LGBT locali – Perché non deve più succedere che a Città Studi abbiano luogo incontri il cui contenuto è in contrasto con i principi educativi che tentiamo di diffondere e sostenere”. E poi: “L’omosessualità non è una malattia da cui guarire. Riteniamo che simili idee contribuiscano allo stigma e al pregiudizio nei confronti delle persone LGBT+ (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali) e che, oltretutto, si posizionino in contrasto con tutta la letteratura scientifica. Dall’omosessualità non si può guarire perché non è una malattia”.