Netflix, l’ipotesi: per aumentare gli abbonamenti addio account condiviso

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 Gennaio 2020 10:04 | Ultimo aggiornamento: 22 Gennaio 2020 14:35
Netflix, Ansa

Netflix (foto Ansa)

ROMA – Per ora funziona così con gli abbonamenti Netflix: non è prevista alcuna limitazione al numero di device associabili a ogni account e, inoltre, due piani (Standard e Premium) permettono di visualizzare i contenuti su più device in contemporanea (rispettivamente due e quattro).

Ma sarà sempre così? Pare di no. Netflix, infatti, secondo gli ultimi rumours potrebbe ridurre e limitare questa opzione di condivisione. Perché La risposta è semplice. Per aumentare il numero di abbonati. In effetti sembra che il 10% (ma qualcuno parla anche del 31%) degli utenti di Netflix non paga l’abbonamento o ne divide il costo con altri utenti.

Ma la scelta non sarà comunque facile come ha spiegato l’analista Dan Rayburn: “Riuscite a immaginare quale sarebbe il contraccolpo sul brand se da un giorno all’altro Netflix annunciasse che non si possono più condividere le password? L’azienda ha una reputazione di mercato“amichevole” che perderebbe dall’oggi al domani se prendesse decisioni drastiche”.

I numeri di Netflix.

Netflix ha riportato un risultato di bilancio, relativo al quarto trimestre del 2019, migliore delle attese. Ma le previsioni sono deludenti  per il primo trimestre di quest’anno. I numeri chiave del bilancio sono questi: l’utile per azione si è attestato a 587 milioni di dollari (1,30 dollari ad azione). Il fatturato è stato pari a 5,47 miliardi, contro i 5,45 miliardi attesi dalla società di analisi Refinitiv.

Per il primo trimestre del 2020, Netflix prevede un utile per azione di 1,66 dollari su un fatturato di 5,73 miliardi (contro i 5,76 miliardi di fatturato previsti). Il giro d’affari dovrebbe dunque risultare inferiore alle stime. La crescita degli abbonati dovrebbe essere pari a 7 milioni nel primo trimestre, inferiore ai +7,86 milioni di nuovi abbonati previsti.

Fonte: Il Corriere della Sera, Ansa, La Repubblica.