Otto e Mezzo, Carfagna a Travaglio: “Vergogna per l’articolo su Fadil”. Lui: “Bugiarda” VIDEO

di Alberto Francavilla
Pubblicato il 5 Aprile 2019 9:29 | Ultimo aggiornamento: 5 Aprile 2019 9:29
Otto e Mezzo, Mara Carfagna a Travaglio: "Vergogna per l'articolo su Fadil". Lui: "Bugiarda" VIDEO

Otto e Mezzo, Carfagna a Travaglio: “Vergogna per l’articolo su Fadil”. Lui: “Bugiarda” VIDEO

ROMA – Mara Carfagna contro Marco Travaglio a Otto e Mezzo. La deputata di Forza Italia ha accusato il direttore del Fatto Quotidiano di aver scritto in un suo editoriale che Berlusconi sarebbe stato il “mandante” dell’omicidio di Imane Fadil. Travaglio le ha dato della “bugiarda patentata” perché ritiene di aver scritto tutt’altro in quell’articolo.

La discussione è andata avanti, con i due fermi sulle proprie posizioni e Travaglio che invitava la Gruber a verificare cosa fosse scritto nell’editoriale e la Carfagna che diceva che al posto del direttore si sarebbe nascosta per la vergogna.

Imane Fadil è la ragazza marocchina che aveva detto di essere andata ad alcune delle “cene eleganti” di casa Berlusconi ad Arcore, quelle che sono state rese famose dalla vicenda del bunga bunga. Imane è morta a marzo, in circostanze ancora misteriose: lei sospettava di essere stata avvelenata ma ancora non si esclude che possa essere deceduta per cause naturali.

Ecco un estratto dell’articolo pubblicato da Travaglio sul Fatto Quotidiano del 17 marzo:

Avendo perso conoscenza da un pezzo, B. giura di non aver “mai conosciuto” Imane Fadil. Naturalmente, come tutto ciò che dice da quando si sveglia a quando si corica, non è vero niente: nel 2010 la ragazza marocchina fu sei volte ospite delle “cene eleganti” ad Arcore, si esibì nella danza del ventre, ricevette da lui un anello e una busta con 5 mila euro, ma rifiutò l’invito a fermarsi a dormire da lui; e lo incontrò altre due volte, in un ristorante milanese e in un’altra villa in Brianza. Ma il guaio peggiore non è che B. ha conosciuto Imane. È che lei ha conosciuto lui. E ha pure testimoniato contro. Se sia stata uccisa, da chi e perché, lo appureranno i giudici. Il cui prodest, una volta tanto, allontana i sospetti da B., che tutto poteva augurarsi fuorché il ritorno dei bungabunga sui giornaloni, che li avevano rimossi per riabilitarlo come leader moderato e argine al populismo. Non solo: da viva Imane poteva essere contestata al processo Ruby-ter da Ghedini & C.; da morta, i suoi verbali dinanzi ai pm valgono come prova inconfutabile. Ma i vari ambienti criminali, italiani e internazionali, che circondano B. autorizzano i soliti sospetti di eccessi di zelo, favori non richiesti o messaggi ricattatori. Senza escludere la tragica coincidenza: l’ennesimo anello di un’impressionante catena di disgrazie occorse a persone che hanno incrociato la strada di B. e si sono messe di traverso.

Lo scontro comincia al minuto 13 circa del video.