Paola Ferrari: “Diffamata, querelo Twitter. Il risarcimento? Ai terremotati”

Pubblicato il 5 Luglio 2012 14:20 | Ultimo aggiornamento: 5 Luglio 2012 14:23
Paola Ferrari a pranzo con Klaus Davi

Paola Ferrari a pranzo con Klaus Davi (LaPresse)

ROMA – “Il web bacheca di diffamazione, querelo Twitter. Il risarcimento? Alle vittime del terremoto”. Paola Ferrari vuole denunciare il social network per gli insulti apparsi nei suoi confronti. Se la Ferrari vincerà un risarcimento per i danni subiti lo devolverà alle vittime del terremoto in Emilia Romagna. La giornalista sportiva della trasmissione Rai ‘Stadio Europa’ sugli europei di calcio Euro2012 lo ha rivelato a Klauscondicio, il programma di Klaus Davi su YouTube.

La Ferrari ha detto a Klaus: “Lavoro nel giornalismo da più di 30 anni e da 20 in Rai e ho sempre accettato le critiche, anche quelle più dure e a mio avviso immotivate, ben sapendo che fanno parte del gioco. Tuttavia con questo atto voglio dire un no chiaro. Il web non può diventare solo una bacheca della diffamazione anonima, dell’insinuazione volgare e del razzismo solo perché nel web c’è la libertà di espressione. Non è giusto usare la rete e i social network per insultare le persone, senza la possibilità di un contraddittorio, e questo accade soprattutto con Twitter.

La giornalista ha continuato: “Se il web e i blog vogliono giocare un ruolo serio nell’informazione, allora devono comunque attenersi alle regole deontologiche di base e alle norme civili che valgono fuori dalla rete. Nessuno si riunisce pubblicamente per diffamare o insultare qualcun altro o, se lo fa, per lo meno e’ passibile di denuncia. Ecco, credo allora che la cosa valga anche per Twitter”.

Nell’intervista la Ferrari si è detta d’accordo con la norma di legge proposta all’interno del DL intercettazioni dal ministro della Giustizia Paola Severino, che imporrebbe la rettifica obbligatoria anche ai siti web.

La Ferrari ha concluso: “La mia sarà una battaglia per una informazione più civile che si basa su una semplice regola: sì e sempre alla libertà di critica, ma no alla libertà d’insulto e di diffamazione vigliacca e, soprattutto, anonima. Se dovessi ricevere un giusto risarcimento per i danni recati alla mia immagine professionale e personale, per altro costruita con il lavoro negli anni, tutto l’ammontare andrà ai terremotati dell’Emilia, gente, quella sì, che merita a prescindere per la compostezza e il coraggio che mostra”.