Parkinson, Michael J Fox lo porta in tv: “Lavorando si combatte la malattia”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 gennaio 2014 9:47 | Ultimo aggiornamento: 15 gennaio 2014 9:47
Parkinson, Michael J Fox lo porta in tv: "Lavorando si combatte la malattia"

Michael J. Fox (Foto LaPresse)

ROMA – Frenare il morbo di Parkinson e trasformarlo da debolezza in forza. Questo l’obiettivo dell’attore Michael J. Fox, che a 29 anni da “Ritorno al futuro” torna in scena con Christopher Lloyd  per una sit-com incentrata proprio sul Parkinson dal titolo “The Michael J. Fox Show“. Il protagonista infatti è un giornalista malato di Parkinson, interpretato proprio da Michael J. Fox, che continua a svolgere il suo lavoro parlando apertamente della malattia e ridendoci su.

 Michael J. Fox, scrive Carla Massi su Il Messaggero, ha dichiarato:

“«Avrei preferito fare la sit-com senza il Parkinson, ma non ci sono riuscito», ha detto quando ha annunciato il suo ritorno nel mondo dello spettacolo. «Quando ho ripreso non sapevo – ha aggiunto – se lavorare avrebbe dato più forza o indebolito i miei muscoli. Ora posso dire che li ha rafforzati»”.

L’attore scoprì di essere malato nel 1991, quando era un attore già affermato e aveva appena 30 anni. Rigidità, tremori, movimenti lenti ed espressione facciale limitata: queste le condizioni che hanno portato Fox ad abbandonare il mondo dello spettacolo e a creare una Fondazione per la ricerca sulla malattia:

“Da allora, ha creato una Fondazione per la ricerca e dedica tutte le sue energie nel far conoscere la patologia, raccogliere fondi, trovare nuove vie terapeutiche e nuove sperimentazioni. Dalla fine del 2013 anche gli italiani possono candidarsi alle ricerche della Fondazione americana. La piattaforma online della Michael J. Fox Foundation, infatti, lancia anche da noi il Fox Trial Finder (www.foxtrialfinder.org): ogni paziente o persona sana può proporsi, in forma volontaria e anonima, per entrare a far parte di studi clinici. L’iniziativa, in collaborazione della Fondazione Grigioni per il morbo di Parkinson di Milano ha lo scopo di offrire anche ai malati del nostro Paese e ai loro familiari l’accesso a nuovi trattamenti terapeutici”.

Il progetto lanciato nel 2012 ha già raggiunto 23mila volontari ed entro i primi mesi del 2014 potrebbe raggiungere i 30mila volontari, obiettivo che il progetto si è prefissato:

“È sufficiente compilare un modulo di registrazione per la raccolta di informazioni anagrafiche, geografiche e sulla storia clinica. Il sistema poi raffronta questi dati con un database che include tutti gli studi sul Parkinson attualmente disponibili e che arruolano volontari. Quindi, stila un elenco sulle possibilità migliori di trattamento. Il paziente potrà esaminare le diverse opportunità e mettersi in contatto con il team di sperimentazione, ciò significa che riceverà informazioni via e-mail ogni volta che verranno aperti nuovi studi adeguati alla sua situazione clinica”.

Dalla terapia genica, in una ricerca pubblicata dalla rivista The Lancet appena qualche giorno fa, arriva poi una nuova speranza per i malati:

“con un virus inerte, quindi innocuo, si trasferiscono nei neuroni dei pazienti geni per contrastare il deficit di dopamina tipico del morbo. In futuro la terapia potrebbe alleviare alcuni sintomi invalidanti. Lo studio clinico è stato diretto da Stéphane Palfi del Groupe Henri-Mondor Albert-Chenevier a Creteil in Francia. Gli esperti hanno testato la terapia genica su 15 pazienti che non traevano giovamento da altre terapie: hanno visto che è sicura e dà miglioramenti clinici”.