Patrizia Mirigliani: “Mahmood come Denny Mendez? Con lei accadde il contrario al televoto”

di redazione Blitz
Pubblicato il 18 febbraio 2019 16:59 | Ultimo aggiornamento: 18 febbraio 2019 16:59
Patrizia Mirigliani: "Mahmood come Denny Mendez? Con lei accadde il contrario al televoto"

Patrizia Mirigliani: “Mahmood come Denny Mendez? Con lei accadde il contrario al televoto”

ROMA – Mahmood come Denny Mendez? Dopo le polemiche scaturite in seguito alla finale di Sanremo 2019 e il trionfo del giovane italo-egiziano interprete di “Soldi”, a molti è tornata in mente la vittoria di Denny Mendez, prima Miss Italia di colore eletta nel lontano 1996. Ma per Patrizia Mirigliani, figlia del compianto Enzo e storico patron del concorso di bellezza, le due vittorie non sono paragonabili. 

Ospite della trasmissione radiofonica “L’Italia s’è desta”, in onda su Radio Cusano Campus, la Mirigliani ha ricordato che le cose all’epoca andarono diversamente e spiega perché 22 anni fa avvenne esattamente l’opposto di quel che è accaduto con Mahmood:

“Quando fu eletta Denny Mendez – ha spiegato – mio padre ha preso la palla al balzo per raccontare la percezione che sarebbe stato un Paese multirazziale. La giuria in sala non vedeva di buon occhio la potenziale vittoria di Denny e mio padre ha detto: a questo punto lasciamo la decisione al televoto. È l’inverso di quello che è accaduto a Sanremo. Quello a Mendez fu un voto popolare. La canzone di Mahmood poteva meritare di vincere come tante altre, il problema è che mi dispiace si parli ancora di differenze razziali quando siamo in una realtà multietnica che dobbiamo accettare”.

Anche l’incoronazione della splendida Mendez fu accolta tra fischi e critiche, ma in realtà non tutti sanno che la sua fu un’elezione a furor di popolo. Aveva ragione allora la stessa miss che ai microfoni della medesima trasmissione aveva commentato che in Italia, “si torna indietro come i gamberi anziché andare avanti”.

Nel corso dell’intervista poi Patrizia Mirigliani ha parlato anche della importante eredità presa in carico dopo la scomparsa del padre. Da quasi 9 anni ormai ha assunto le redini del concorso di bellezza, non senza difficoltà. Non sono mancate, ad esempio, pressioni per favorire questa o quella Miss, tutte puntualmente rispedite al mittente. “Sono sicura che mio padre ne abbia ricevute parecchie – ha detto – Io qualche velata l’ho ricevuta e rispedita al mittente in una maniera molto soft. L’importante è non accettare queste pressioni perché altrimenti non sei più libero e io voglio insegnare alle ragazze ad essere libere e non accettare mai compromessi. La libertà di dire di no è una grande libertà”.

“È una grande compito – ha aggiunto – un grande onore e un grande onere. Ogni anno il concorso riguarda 20mila ragazze, è come se fosse un grande osservatorio sul mondo della bellezza, queste ragazze ci raccontano la vita di tutte le donne. Sono le ragazze della porta accanto di oggi che ci raccontano la vita di oggi. Hanno magari il papà che è disoccupato e cercano attraverso la bellezza di realizzarsi a livello professionale. La cosa strana del nostro Paese è che nel cinema di oggi c’è un po’ di provincialismo in questo senso, devi staccarti dal concetto della bellezza per dimostrare che sei brava. Un po’ di pregiudizi ci sono, ci sono quei 10 personaggi dell’intellighenzia che vogliono dimostrare qualcosa. Non ho una miss preferita, sono talmente diverse le miss che ognuna di loro ha un elemento che mi piace. Come diceva mio padre, la miss preferita è quella che verrà. Quando sono diventata patron della manifestazione nel 2003 ha vinto Francesca Chillemi, quello è stato un battesimo importante”.