Philippe Daverio morto di tumore a 70 anni, non aveva mai parlato della sua malattia

di Alessandro Avico
Pubblicato il 2 Settembre 2020 9:38 | Ultimo aggiornamento: 2 Settembre 2020 15:50
Philippe Daverio morto di tumore a 70 anni, non aveva mai parlato della sua malattia

Philippe Daverio morto di tumore a 70 anni, non aveva mai parlato della sua malattia (Foto Ansa)

Philippe Daverio è morto di tumore a 70 anni, non aveva mai parlato con nessuno della sua malattia.

È morto nella notte tra martedì e mercoledì all’istituto dei Tumori di Milano lo storico dell’arte, saggista e conduttore televisivo Philippe Daverio. Lo ha reso noto la regista e direttrice del Franco Parenti Andree Ruth Shammah.

Docente e saggista, ex assessore alla Cultura del Comune di Milano, avrebbe compiuto 71 anni a ottobre. “Mi ha scritto suo fratello stamattina per dirmi che Philippe è mancato stanotte”, ha detto Shammah all’Ansa.

Phlilippe Daverio era nato a Mulhouse, in Alsazia, il 17 ottobre 1949 da padre italiano, Napoleone Daverio, costruttore, e da madre alsaziana, Aurelia Hauss. Era il quarto di sei figli.

La carriera di Daverio

Dopo gli studi in collegio, dove riceve un’educazione ottocentesca, ha frequentato prima la Scuola Europea di Varese. Poi ha studiato economia e commercio, senza laurearsi (non scrive la tesi finale pur superando tutti gli esami), alla Bocconi di Milano. Daverio stesso diceva: “Io non sono dottore perché non mi sono laureato. Ero iscritto alla Bocconi nel 1968-1969, in quegli anni si andava all’università per studiare e non per laurearsi”.

Nel 1975 ha aperto la galleria che portava il suo nome “Galleria Philippe Daverio”, in via Monte Napoleone 6 a Milano, dove si occupava prevalentemente di movimenti d’avanguardia della prima metà del Novecento. Nel 1986 viene aperta a New York la “Philippe Daverio Gallery” rivolta all’arte del XX secolo. Nel 1989 apre a Milano in corso Italia 49 una seconda galleria di arte contemporanea.

Come gallerista ed editore ha allestito molte mostre, e pubblicato una cinquantina di titoli, tra i quali ricordiamo: Catalogo ragionato dell’opera di Giorgio De Chirico fra il 1924 e il 1929; Catalogo generale e ragionato dell’opera di Gino Severini.

È stato, dal 1993 al 1997, nella giunta Formentini del comune di Milano, dove ricopriva l’incarico di assessore con le deleghe alla Cultura, al Tempo Libero, all’Educazione e alle Relazioni Internazionali.

Nel 1999 è stato inviato speciale della trasmissione Art’è su Rai 3 e nel 2000 è stato autore e conduttore di Arttù. Dal 2002 al 2012 esce la serie Passepartout su Rai 3, programma d’arte e cultura, seguito poi da Il Capitale. Nel 2011 per Rai 5 conduce Emporio Daverio, una proposta di invito al viaggio attraverso l’Italia.

La controversia di Bobbio

A seguito dell’elezione del comune di Bobbio (PC) a “borgo dei borghi” il 20 ottobre 2019 Daverio e gli altri 2 giudici ribaltavano il risultato del televoto. Televoto che aveva assegnato il 41,95% delle preferenze a Palazzolo Acreide (SR) e il 27,08% a Bobbio (PC).

Il segretario della commissione di vigilanza Rai, l’onorevole Michele Anzaldi, solleva un caso. Daverio infatti, presidente della commissione giudicante nella trasmissione si sarebbe, a suo parere, trovato in un’ipotesi di conflitto d’interesse. Questo perché Daverio era cittadino onorario del borgo vincitore, come si evince dalla delibera del Comune di Bobbio del 6 luglio 2018.

Intervistato sul caso Daverio, dopo aver ricevuto minacce di ogni genere ed anche di morte, ha espresso giudizi negativi sulla Sicilia e sui siciliani. Paragonando la forma del dolce tipico “cannolo” a quella del fucile a canne mozze. Sono poi giunte una rettifica e un messaggio di scuse da parte dello stesso Daverio, in risposta al presidente della Regione Sicilia Musumeci. (Fonti Ansa e Wikipedia).