PiazzaPulita, Corrado Formigli e la durissima replica a Renzi sulla casa postata online

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Dicembre 2019 9:29 | Ultimo aggiornamento: 13 Dicembre 2019 9:29
Corrado Formigli attacca Renzi per la casa online dopo Piazzapulita

Corrado Formigli nella puntata di PiazzaPulita su La7

ROMA – Corrado Formigli durante la puntata del 12 dicembre di PiazzaPulita attacca Matteo Renzi e ItaliaViva per le foto della sua casa finite online. Una replica a Renzi durata ben 16 minuti, in cui il conduttore Formigli spiega la differenza tra parlare della casa di un politico pagato coi soldi di un finanziatore della sua fondazione Open, quindi considerata dalla cronaca fatto di rilevanza pubblica, e parlare della casa di un giornalista, dando indirizzo, foto e dettagli personali e privati.

La intricata vicenda e il botta e risposta tra Renzi e Formigli inizia dall’intervista del fondatore di Italia Viva a PiazzaPulita. Durante la trasmissione, Formigli ha chiesto all’ex premier ed ex segretario del Pd chiarimenti sull’inchiesta che riguarda la casa in piazzale Michelangelo a Firenze acquistata con 700mila euro prestati dalla famiglia di Riccardo Maestrelli, uno dei finanziatori della fondazione Open di Renzi. Domande di interesse giornalistico, perché legate a inchieste e ad affari di pubblico dominio, a cui Renzi ha risposto, sebbene un poco irritato.

Appena una mezz’ora dopo, in alcuni post su Facebook sono iniziate a circolare foto della casa del conduttore Formigli, che indicavano il numero di stanze, la metratura, quanto era stata pagata, come erano disposte le stanze della casa e persino di che materiale fossero fatti i suoi interni e anche l’indirizzo preciso. Una violazione della privacy messa in atto da persone sui social, molti di essi riconducibili proprio a sostenitori di Italia Viva.

Formigli ha così informato Renzi di quanto stava accadendo e il politico, anche stavolta, ne ha parlato pubblicamente in un post su Facebook del 9 dicembre: “Dopo Piazza Pulita di giovedì sono apparse sui social notizie su Corrado Formigli e sulla sua abitazione privata. Con dettagli, commenti, critiche. Formigli stesso mi ha scritto stanotte per “sensibilizzare” su quella che lui definisce “una porcheria”: la sua casa “messa in mostra con foto, indirizzo e dettagli”. Sono d’accordo con lui. È davvero “una porcheria” e invito tutti quelli che hanno voglia di ascoltarmi a non rilanciare messaggi sulle case private di un personaggio pubblico. Certo: rimane il fatto che le porcherie sono sempre tali. Sia quando si fanno ai giornalisti, sia quando si fanno ai politici”.

Poi la stoccata: “Le foto della mia casa, fatte entrando in una strada privata e violando il domicilio, la pubblicazione dei miei conti correnti, la fuga di notizie su cui nessuno indaga costituiscono per me fatti altrettanto gravi. Ma anche se su questo non ho avuto solidarietà da Formigli o da altri penso che noi dobbiamo essere fieri della nostra serietà. Pubblicare materiale sulla casa privata di un giornalista o di un politico è, davvero, “una porcheria”. Vi prego di non farlo. E di rispettare la privacy delle persone. Noi siamo diversi dagli altri, noi”.

La prima replica di Formigli è arrivata da una intervista: “Se la mettiamo sul piano del chi la fa l’aspetti  è pericoloso. Renzi è un senatore e gli ho chiesto della sua casa perché c’è un’indagine aperta per riciclaggio. Io sono un privato cittadino pagato da un’azienda privata”. E ancora, sulla vicenda della casa conclude ricordando: “Lì ci vivo con la mia famiglia. Mia moglie si è allarmata. Tanto che ho deciso di denunciare”.

Poi il 12 dicembre in diretta arriva la replica di Formigli, che definisce l’attacco a lui e alla sua casa “un atto squadrista”, sottolineando il “mestiere di fare le domande” e “la violenza social dei partiti”. Dopo qualche minuti arriva in studio Luigi Di Maio, che offre a Formigli la sua solidarietà: “Lei è un professionista che ha fatto una domanda legittima a Renzi e viene ripagato con una foto della sua casa online. Non farei un paragone tra lei e me, noi siamo pagati dal popolo”. (Fonte PiazzaPulita e Facebook)