Pietro Maso ammazzò i genitori, piange da Maurizio Costanzo. Critiche sul web

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 ottobre 2017 12:16 | Ultimo aggiornamento: 3 ottobre 2017 13:33
Pietro Maso da Maurizio Costanzo, critiche: "E' un assassino. Non può stare in tv"

Pietro Maso da Maurizio Costanzo, critiche: “E’ un assassino. Non può stare in tv”

ROMA – Giovedì sera su Canale 5 andrà in onda l’intervista a Pietro Maso realizzata da Maurizio Costanzo. Una breve anteprima è stata postata sulla pagina Facebook del conduttore. Rivolta sul web: “Boicottiamoli”.

“Io cambio canale! Un essere del genere non merita nulla! Che si fa pur di fare audience!”, “Cosa c’è da capire e da approfondire nell’intervistare un assassino? A chi interessa?”. E ancora: “Per l’audience si invita un pluriomicida che a mio avviso dovrebbe marcire in galera tutta la vita… Ed è anche un onore perché le carceri italiane sono alberghi…”.

Qualcuno però difende la scelta di intervistarlo: “Seguirò sicuramente perché l’intervista mi incuriosisce,d’altra parte, non mi aspetto nulla di diverso se non il racconto di un uomo che sicuramente essendo cresciuto e maturato si pente dell’errore fatto! Ma sono state uccise due persone, per quanto chi guarda può comprendere il suo stato d’animo, non si riuscirà mai a guardarlo con occhi diversi da quello che in realtà è ( è stato): un assassino!”. E infine: “È stato intercettato mentre diceva che voleva finire il lavoro iniziato anni fa. Cioè uccidere le sorelle, seguirò l’intervista con interesse per sentire cosa ha da dire”.

Pietro Maso è il protagonista reo confesso di uno dei più clamorosi casi di omicidio a sfondo familiare della cronaca italiana. Aiutato da tre amici, il 17 aprile 1991 nella sua casa di Montecchia di Crosara uccise entrambi i suoi genitori, Antonio Maso e Mariarosa Tessari. La motivazione era intascare subito la sua parte di eredità.

Arrestato il 19 aprile 1991, è stato condannato definitivamente a trent’anni di carcere, con il riconoscimento della seminfermità mentale al momento del fatto. Dopo averne trascorsi ventidue, è stato rimesso in libertà, per poi essere ricoverato in clinica psichiatrica dal marzo 2016. Ai suoi complici, Giorgio Carbognin e Paolo Cavazza, è stata inflitta una pena di ventisei anni, mentre al minorenne Damiano Burato tredici.

Privacy Preference Center

Necessari

installato da wordpress di default, non vengono utilizzati in alcun modo

wordpress

Advertising

Analytics

Utilizzati per stimare il traffico del sito

_ga,_gat,_gid,WT

Other