Pino Insegno chi è: età, dove è quando è nato, moglie, figli, vita privata, carriera nel doppiaggio, il calcio

di redazione Blitz
Pubblicato il 21 Febbraio 2022 - 13:01
pino insegno, foto ansa

Pino Insegno chi è: età, dove è quando è nato, moglie, figli, vita privata, carriera nel doppiaggio, il calcio (foto Ansa)

Pino Insegno chi è: età, dove è quando è nato, moglie, figli, vita privata, carriera nel doppiaggio, il calcio. L’attore e doppiatore è tra gli ospiti di Oggi è un altro giorno, il programma in onda alle ore 14 su Rai Uno condotto da Serena Bortone. 

Dove e quando è nato, età e biografia di Pino Insegno

Pino Insegno è nato a Roma il 30 agosto del 1959. Ha 62 anni ed è del segno zodiacale della Vergine.

Fin da ragazzo ha condiviso con i suoi fratelli, in particolar modo con il fratello Claudio, la passione per il mondo della recitazione dal momento che anche lui ha deciso di intraprendere la strada per diventare un attore. 

Moglie, figli e vita privata di Pino Insegno

A lungo la vita privata di Pino Insegno è stata sulle prime pagine dei giornali soprattutto il matrimonio con Roberta Lanfranchi, durato dal 1997 al 2007. La coppia ha due figli, Francesco e Matteo. Successivamente ha conosciuto Alessia Navarro, sua attuale moglie che ha deciso di sposare, in seconde nozze e in gran segreto, il 31 agosto del 2012 e con cui è diventato genitore per la terza volta di Alessandro.

La carriera di Pino Insegno

Comincia la sua avventura artistica nel 1981 fondando con altri colleghi l’Allegra Brigata con la quale condividerà cinque spettacoli e due edizioni del Gino Bramieri Show. Diventa celebre con il quartetto comico la Premiata Ditta nei tardi anni ottanta (insieme a Tiziana Foschi, Roberto Ciufoli e Francesca Draghetti), continuerà con i colleghi una carriera fatta di sitcom e sketch comici.

Nel 2000 partecipa alla canzone Tu stasera non esci dei Gemelli DiVersi nel loro secondo album 4×4. Nel 2004 e 2005 è stato tra i presentatori della seconda e della terza edizione di O’ Scià, il festival musicale di Lampedusa organizzato da Claudio Baglioni. Sempre nel 2005 è il doppiatore di Stan Smith nella serie animata American Dad!.

La carriera come doppiatore

È noto soprattutto per essere il doppiatore principale di Will Ferrell e per aver prestato la voce a Viggo Mortensen nel ruolo di Aragorn nella trilogia de Il Signore degli Anelli e in altri film successivi, a Sacha Baron Cohen nei film ispirati ai personaggi da lui creati (tra i quali, il rapper Ali G, il giornalista kazako Borat, il reporter austriaco, omosessuale Bruno e il malefico Ammiraglio Generale Aladeen nel film Il dittatore), a Jared Harris in Sherlock Holmes – Gioco di ombre, a Lenny Kravitz in Hunger Games e Hunger Games: La ragazza di fuoco, a Jamie Foxx nel ruolo di Ray Charles nel film Ray e nel ruolo di Django nel film Django Unchained di Quentin Tarantino, a Brad Pitt ne L’esercito delle 12 scimmie e a Denzel Washington in American Gangster.

Pino Insegno e il calcio: la serie D e l’amore per la Lazio

Pino Insegno è noto per essere tifosissimo della Lazio. Nel 2001 e nel 2002 ha tentato l’avventura dirigenziale calcistica, acquistando parte della Lazio femminile e divenendone presidente. 

L’amore per la squadra biancoceleste è nato quando aveva 8 anni. L’attore la racconta così: “Avevo 8 anni, e in parrocchia a Monteverde Vecchio io giocavo nelle fila dei “Galletti Rossi”. Qui nacque un alterco tra un ragazzo della Roma e uno della Lazio. Io non esitai a difendere le ragioni del secondo e da allora divenni laziale. Un amore sbocciato definitivamente nella stagione magica del primo scudetto: avevo 15 anni e ricordo tutto”.

A Vieni da me, il format Rai condotto da Caterina Balivo, nel 2021 Insegno ha raccontato di aver giocato in Serie D. “Pensavo fosse la mia vita” ha raccontato. Aggiungendo che “poi è successo qualcosa. Giocavo bene ed ero veloce” . L’allenatore ha poi fatto le liste escludendolo. L’attore ha raccontato di aver pianto e di non voler dare la notizia ai genitori. “Chiusa quella porta immediatamente si è aperto il portone” ha concluso Pino Insegno.