Pippo Baudo vs Anpi: “Via Rasella attentato”. Partigiani: “Azione di guerra”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 luglio 2013 9:57 | Ultimo aggiornamento: 11 luglio 2013 9:57
Pippo Baudo vs Anpi: "Via Rasella attentato". Partigiani: "Azione di guerra"

Pippo Baudo vs Anpi: “Via Rasella attentato”. Partigiani: “Azione di guerra”

ROMA – Via Rasella definito un attentato storico. Una definizione che all’associazione dei partigiani Anpi durante un servizio sulle , andato inFosse Ardeatine onda su Il Viaggio di Rai Tre, non è piaciuta. L‘Anpi ha sottolineato che via Rasella rappresenta una “legittima azione di guerra partigiana” e non un “attentato storico”, come anche il conduttore Pippo Baudo lo ha definito. E così tra Baudo e l’Anpi scoppiano polemiche e tensioni.

In studio si ricostruisce il rastrellamento dei tedeschi a Roma durante la guerra e Baudo intervista il maggiore dell’Esercito, Francesco Sardone, che è anche direttore del Mausoleo delle Fosse Ardeatine. Alessandro Fulloni sul Corriere della Sera riporta le parole del conduttore:

“Qui si gioca con le parole. Mi pare che non abbiamo mai detto “terrorismo” ma per esserne sicuro dovrei vedere il filmato. In ogni caso anche se avessimo fatto questo riferimento non sarebbe stato nel senso che si usa oggi. Allora parliamo di attentato, lo era sì o no? I nazisti, che hanno tutta la mia disistima per quello che hanno compiuto nel mondo, facevano pattugliamento. I partigiani sapevano che la reazione dei tedeschi sarebbe stata uno a dieci? Purtroppo che questa rappresaglia nazista ci sarebbe stata era noto perché c’erano manifesti su tutti i muri di Roma, come ha spiegato bene il maggiore Sardone”.

La risposta dell’Anpi non si è fatta attendere e una note dell’ufficio stampa dichiara:

“Dobbiamo correggere il maggiore Sardone che ha raccontato che dopo l’8 settembre del ’43 i Gruppi Armati Proletari cominciarono a compiere attentati contro i tedeschi, evidentemente confondendo i G.A.P., Gruppi di Azione Patriottica responsabili dell’azione di via Rasella, con i Gruppi Armati Proletari, gruppo terroristico degli anni di piombo. Parlando della rappresaglia, le domande di Baudo sembrano legittimare le presunte leggi di guerra, solo in parte spiegate dal maggiore dell’Esercito, continuando a diffondere l’idea sbagliata che si potessero uccidere 10 persone per ogni militare morto. Baudo afferma: “Dobbiamo dire la verità, sui fatti ancora si discute… gli autori non si sono mai presentati, anzi, sono stati insigniti di medaglia d’oro ed alcuni hanno fatto i deputati”.

L’Anpi non accetta la ricostruzione degli avvenimenti fatta da Il Viaggio:

“In realtà l’eccidio fu compiuto dai tedeschi in gran segreto e in tempi rapidissimi (21 ore dopo l’azione), in combutta con la polizia fascista, che consegnò alle SS di Kappler una parte delle vittime. Non fu rivolto alcun appello a consegnarsi agli autori dell’azione di via Rasella nè vi fu alcun preavviso della rappresaglia. Proprio per celare il posto dell’eccidio, i tedeschi fecero esplodere delle bombe all’ingresso delle cave Ardeatine. Ricordiamo – prosegue l’associazione dei partigiani – quindi a Baudo, nel ’70 anniversario della Resistenza, e a tutti i cittadini italiani che lo hanno ascoltato, che la verità è un’altra ed è stata definitivamente stabilita dai tribunali”.

La replica del conduttore non si è fatta attendere e Baudo ha dichiarato:

“Purtroppo questa è una spina dolorosa che si trascina nel tempo, ma una volta che sai che la tua azione, per quanto eroica, contribuirà a far ammazzare 335 persone o hai il coraggio di dire “sono stato io” e ti immoli o verranno uccisi degli innocenti. L’esempio più calzante è quello del vice brigadiere dei carabinieri Salvo d’Acquisto che si è immolato”.

Baudo infine sottolinea la differenza tra “tribunale della storia” e “tribunale della morale”, che sono ben diversi:

“Nessuno si è immolato per salvare queste vittime. Io sono per i partigiani e quello che hanno fatto in Italia è eroico ma in questo caso un atto di eroismo in più ci stava”.