Plasma iperimmune, immunologa attacca Le Iene: “Servizio pseudo-giornalistico che distrugge il metodo scientifico”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Novembre 2020 19:37 | Ultimo aggiornamento: 18 Novembre 2020 19:37
Plasma iperimmune, immunologa attacca Le Iene

Plasma iperimmune, immunologa attacca Le Iene: “Servizio pseudo-giornalistico che distrugge il metodo scientifico”

L’immunologa Antonella Viola attacca Le Iene per il servizio sul plasma iperimmune definendolo un “servizio pseudo-giornalistico”.

Duro attacco dell’immunologa dell’Università di Padova Antonella Viola a Le Iene dopo un servizio sulla terapia col plasma iperimmune (qui il video), quello dei pazienti guariti dal coronavirus, definito “pseudo-giornalistico, che distrugge il metodo scientifico in una manciata di minuti”. “Un attacco molto singolare, abbiamo raccontato con fatti e dati”, è la replica de Le Iene. 

L’attacco della immunologa Antonella Viola

“Non c’è evidenza scientifica – precisa Viola su Facebook – che il plasma iperimmune sia di beneficio per i pazienti. Un servizio come quello trasmesso da Le Iene è quindi molto pericoloso: prima di tutto mina le basi della ricerca scientifica basata sulle prove. Poi, genera aspettative e dubbi nella popolazione che vuole essere curata col plasma iperimmune e non capisce quindi perché molti ospedali non lo utilizzino. E da qui rabbia o panico”. Riguardo la terapia, la ricercatrice puntualizza che “è molto difficile capire se funziona, perché in assenza di protocolli standardizzati la variabilità è troppo alta. L’unico modo per valutarne l’efficacia e la sicurezza è attraverso studi clinici controllati randomizzati, quelli in cui c’è un protocollo ben definito e si confrontano pazienti in cui si usa il plasma con pazienti di controllo”.

La replica de Le Iene

“Alessandro Politi nel suo ultimo servizio ha dato voce ai medici che usano il plasma iperimmune, chiedendo i risultati sui pazienti in cura. Questo sarebbe ‘pseudo-giornalismo’? Raccontare fatti e dati? Mostrare quello che succede all’ospedale di Padova, in prima linea nella lotta contro il coronavirus, significa ‘distruggere il metodo scientifico’! Interpretazione bizzarra, non c’è che dire. L’immunologa certamente saprà che attualmente non esiste una cura certificata e standardizzata per il Covid, come di sicuro saprà anche che la cura al plasma è stata autorizzata dalla Food and Drug administration, il 24 agosto, dopo due studi. Oggi sono arrivati a infondere quasi 90mila pazienti in più di 2700 ospedali. E i direttori sanitari degli ospedali di Mantova e Padova hanno spiegato a Politi che non c’è stato neppure un morto fra i pazienti curati col plasma iperimmune. E hanno lanciato l’allarme sull’esaurimento delle sacche di plasma iperimmune e rivolto l’appello ai cittadini di donare e alle istituzioni di raccoglierlo”, conclude il programma.

A Pisa nuova sperimentazione 

Nel frattempo un altro ospedale, quello di Pisa, sta sperimentando la terapia su 320 pazienti. “I primi risultati li avremo a fine mese ma ora non sarebbe serio fare previsioni, perché non ci sono ancora sufficienti evidenze scientifiche per dire se questa cura è efficace o se non lo sia. Dobbiamo continuare la sperimentazione e comparare i risultati con altre sperimentazioni prima di arrivare alle conclusioni”, spiega Francesco Menichetti, primario del reparto di malattie infettive dell’ospedale di Pisa e coordinatore della sperimentazione clinica. (fonte ANSA)