QAnon, la setta complottista pro Trump che spaventa gli Usa. Il servizio de Le Iene

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 Ottobre 2020 9:07 | Ultimo aggiornamento: 22 Ottobre 2020 9:07
QAnon, la setta complottista pro Trump che spaventa gli Usa. Il servizio de Le Iene

QAnon, la setta complottista pro Trump che spaventa gli Usa. Il servizio de Le Iene

Le Iene hanno dedicato un servizio su QAnon, la setta complottista di estrema destra e pro Trump che sta spaventando gli Usa.

QAnon non è solo una semplice teoria del complotto, è una allucinazione collettiva. Secondo i seguaci esisterebbe una trama nascosta del deep state che mira a spodestare Donald Trump.  

Secondo questo assurdo culto esisterebbe un piano del nuovo ordine mondiale per spodestare dalla Casa Bianca Donald Trump, il “guerriero Q” che lotta contro questi “poteri forti” accusati di essere collusi con reti satinaste e di pedofili. L’Fbi ha iniziato a considerarlo una minaccia terroristica questo culto, a cui stanno aderendo tantissime persone e che diventando sempre più estremista. CLICCA QUI PER IL SERVIZIO DE LE IENE.

Ma com’è iniziato tutto?

Come spiegano Le Iene, con lo scandalo delle email di Hillary Clinton pubblicate da Wikileaks alla vigilia della campagna presidenziale del 2016. Secondo QAnon in quelle conversazioni ci sarebbero dei messaggi segreti legati al mondo della pedofilia e del satanismo. Da qui escalation di teorie complottiste.

Donald Trump si è più volte rifiutato di condannare QAnon, che diffonde teorie del complotto spesso riprese dal presidente americano. “Non li conosco, non so niente su QAnon”, ha affermato il presidente americano, attaccando invece gli Antifa. “Non li conosce?”, ha insistito la moderatrice Savannah Guthrie con cui sono subito scintille: “No, non li conosco”. “Lei è il presidente, non uno zio pazzo qualunque…”, la reazione di Guthrie.

Intanto offensiva di YouTube contro QAnon. Per il social media, il cui proprietario è Google, il gruppo con le sue posizioni “alimenta la violenza nel mondo reale” e così i suoi video sono stati bloccati. Su QAnon si era già abbattuta la stretta di Facebook. (Fonti Le Iene e Ansa).