Rai, Pdl: “Non vogliamo la Tarantola”. Pd. “Votiamo subito o commissariamo”

Pubblicato il 8 luglio 2012 14:05 | Ultimo aggiornamento: 8 luglio 2012 15:57

ROMA – Il Pdl vuol far saltare Anna Maria Tarantola, il Pd vuole che finalmente venga ratificata la nomina del presidente della Rai, oppure il commissariamento dell’azienda. I due partiti fanno muro contro muro in vista del voto in Vigilanza per l’elezione effettiva di Anna Maria Tarantola, il presidente designato dal premier Mario Monti. Se il Pdl alza la posta, arrivando a minacciare di farne saltare la ratifica, che richiede i due terzi della commissione, il Pd replica: subito il voto sul presidente, o il commissariamento dell’azienda. ”Ci auguriamo che il Pdl sia disposto ad occuparsi, oltre che della Rai, anche della salute degli italiani”, attacca il segretario Pier Luigi Bersani.

Il nodo resta l’ampliamento delle deleghe del presidente deciso da Monti, con la possibilità di approvare, su proposta del dg, atti e contratti aziendali che comportino una spesa fino a 10 milioni (l’attuale soglia è di 2,5 milioni) e di nominare, sempre su proposta del dg, dirigenti non editoriali di primo e secondo livello, mentre le altre nomine resteranno appannaggio del cda.

Un ridimensionamento dei poteri del consiglio che non va giù al Pdl, che anche oggi chiede al premier di cambiare rotta: ”Fior di sentenze della Consulta chiariscono che il governo non puo’ interferire”, ribadisce il capogruppo in Vigilanza Alessio Butti. ”E’ quanto meno irrituale che Monti abbia gia’ indicato il dg: il fatto che si vogliano modificare i poteri del presidente, rendendo il cda quasi inutile, ci sembra esagerato. In piu’ non si puo’ farlo modificando lo statuto, bisogna intervenire sulla legge”.

E’ ”urgente” il voto sul presidente, replica l’ufficio stampa del Pd, ”in modo da affidare deleghe e poteri adeguati ad affrontare la gravita’ della situazione che sta attraversando l’azienda”. In caso contrario, ”sarebbe inevitabile chiedere il commissariamento della Rai”.”Il Pdl – dice Paolo Gentiloni – non vuole difendere il Parlamento, ma impedire la sia pur minima riforma della governance decisa da Monti, perpetrando l’andazzo spartitorio di questi anni”. ”E’ un insulto per i cittadini e per le istituzioni che il Pdl continui imperterrito a tenere sotto schiaffo la Rai”, gli fa eco l’Idv Pancho Pardi. I maldipancia serpeggiano anche in cda. Pur non entrando nel ”merito giuridico” della vicenda, il consigliere in quota Pdl Antonio Verro avverte: ”Se la questione fosse posta come ho letto votero’ contro. Dimettermi? Le battaglie si combattono restando”, dice al Corriere della Sera.

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“Non facciamo guerre: completiamo il quadro degli adempimenti formali e burocratici, poi discuteremo su come articolare i poteri e organizzare i lavori del consiglio”, sottolinea invece il consigliere Rodolfo De Laurentiis, confermato da Udc e Terzo Polo. Dietro la battaglia in punta di diritto se ne nasconde una piu’ complessa, che potrebbe incidere sugli stessi equilibri di governo. Nelle prossime ore, si potrebbe arrivare a un compromesso sulla nuova governance, ‘allargando’ il perimetro delle nomine di competenza del consiglio. Ma c’è anche chi sospetta che il Pdl provi a ritardare in qualche modo l’ok al presidente, per lasciare il cda in mano al consigliere anziano Guglielmo Rositani. Proprio a lui e’ toccato il compito di convocare per martedi’ 10 luglio alle 12 la prima riunione del nuovo cda, che dovra’ nominare la Tarantola. Ancora un passo avanti prima della Vigilanza, ma la partita non e’ ancora chiusa.