Rai. Bianca Berlinguer paralizza Gubitosi. Accorpamento tg e newsroom in naftalina

di Redazione Blitz
Pubblicato il 31 Luglio 2014 12:51 | Ultimo aggiornamento: 31 Luglio 2014 13:17
Rai. Bianca Berlinguer paralizza Gubitosi. Accorpamento tg e newsroom in naftalina

Rai. Bianca Berlinguer paralizza Gubitosi. Accorpamento tg e newsroom in naftalina

ROMA – Rai. Bianca Berlinguer paralizza Gubitosi. Accorpamento tg e newsroom in naftalina. Del piano di accorpamento dei tg e della creazione di due newsroom ( Tg1,Tg2 e Rai Parlamento più Tg3, Rainews, Tgr e Ciss, meteo e Web), secondo il progetto del dg Rai Luigi Gubitosi, se ne riparlerà più avanti almeno dal punto di vista istituzionale, visto che il cda in programma oggi che avrebbe dovuto deliberare in proposito si occuperà invece solo della privatizzazione di Raiways. Niente voti impegnativi oggi, quindi, il riassetto del settore informazione finisce in naftalina.

Ufficialmente perché i sindacati hanno chiesto più spazio per la discussione e perché il sacrificio di Raiways è prioritario per compensare la perdita da 150 milioni tagliati dal Governo. Il voto sui tg era programmato da tempo, già una settimana fa il cda si era limitato a prendere visione del piano, invece di confrontarsi. Il piano, del resto, ad ascoltare gli spifferi che provengono dall’azienda sembra non piacere a nessuno.

Colpisce, per la scelta oculata della tempistica, l’intervista rilasciata dal direttore del Tg3 Bianca Berlinguer, cognome importante e influenza conseguente, almeno per i rapporti di forza interni, il futuro delle carriere eccellenti, il riposizionamento delle aspettative politiche. Al Corriere della Sera, Bianca Berlinguer ha detto chiaramente che il piano non funziona.

Non riesco a capire la differenziazione tra le due newsroom. Penso che alla resa dei conti il primo esito del piano sarà quello di una riduzione di personale. Normale che l’azienda si ponga obiettivi di risparmio, ma dovrebbero essere chiaramente dichiarati e non è detto che quella sia la sola strada per raggiungerli […] Non mi pare che siamo in presenza di un piano editoriale generale, perché una seria riforma dell’informazione non può essere svincolata dal ripensamento delle reti. La forza della Rai è stata la politica di canale, cioè rete più testata giornalistica, ben pensata editorialmente e con chiare caratterizzazioni […] In quanto al mio futuro tutti i direttori sanno che il proprio incarico è a termine. Io sono e resto una giornalista che si occupa e si occuperà di informazione. Credo di poter dare il mio contributo anche in altre vesti. (Paolo Conti, Corriere della Sera)

Il giorno dopo l’intervista il cda cancella il voto previsto. Troppo facile pensare a una semplice coincidenza. Se Bianca Berlinguer parla, Gubitosi deve intenderne il codice cifrato, arguisce “L’ultima ribattuta”, sito di informazione “informatissimo” di cose Rai. Dove si allude alla guerra delle “due regine” anche per spiegare l’attuale empasse. Le “regine” essendo, la succitata Berlinguer, e Monica Maggioni, attuale direttore delle News in predicato di assumere la super-direzione di una delle due news-room (l’altra sarebbe già blindata in favore del direttore del Tg1 Mario Orfeo). Maggioni, la cui irresistibile ascesa, riferisce il sito, sarebbe da imputare alla special friendship con lo stesso Gubitosi.

Coccolata e impunita, fra l’altro, nonostante i continui svarioni della sua testata, tra parolacce in diretta dette e ricevute (Toni Servillo), “fellatio” all’ora della merenda e coccodrilli prematuri online su ex presidenti della Repubblica (non un buon servizio per il povero Carlo Azeglio Ciampi che fino a prova contraria è ancora vivo). Gubitosi, aggiunge il sito, non dovrebbe fare troppa fatica a capire che quella di Berlinguer non è altro che una auto-candidatura  in piena regola per l’ambita conduzione della striscia di informazione politica del pre-tg.

La domanda è semplice: perché promuovere la Maggioni a mega-super-stellare direttora, e lasciare in panchina una professionista come Bianca Berlinguer? La sua redazione (Tg3) è stata la più virtuosa durante l’iter di digitalizzazione (grazie anche alla preparazione dei suoi giornalisti, i più “secchioni”,insomma) ed ha ottimi risultati. Perché barattare i micragnosi risultati di Rainews, con il 10,7 per cento di share del Tg3? Ma, soprattutto, perché pompare così tanto la carriera della Maggioni, quando, dall’altra parte c’è una giornalista che porta con sé un’eredità politica non di poco conto? Cominciano a chiederselo in molti. Con una certa insistenza. (Carola Parisi, L’ulitma ribattuta)