Rai, un piano per far pagare il canone a tutti. Insieme alla bolletta della luce

Pubblicato il 8 Luglio 2012 12:22 | Ultimo aggiornamento: 8 Luglio 2012 12:38

ROMA – Se ne parla da anni, ora potrebbe accadere davvero: per tutti quelli che non pagano il canone Rai sono dolori perché, stando a quanto scrive il Corriere, nei programmi del governo ci sarebbe anche un piano per contrastare l’evasione della tassa più odiata dagli italiani: il canone Rai, appunto. L’idea è questa: agganciano l’abbonamento Rai alla bolletta della luce. Come a dire se non paghi per vedere la tv di Stato ti lasciamo al buio.

Le stime più recenti dicono che gli abbonamenti privati si aggirano intorno ai 16 milioni di unità di cui viene riscosso in media circa il 57%.Calcolando questa percentuale sul costo del canone annuo l’evasione del canone in Italia ammonta a circa 500 milioni di euro annui per i privati, ai quali vanno sommati altri 900 milioni per gli abbonamenti speciali. A Palazzo Chigi, scrive Paolo Conti sul Corriere, si starebbe studiando una mossa per recuperare i soldi e rafforzare così la candidatura alla presidenza di Anna Maria Tarantola. A lei Monti affiderebbe esplicitamente il compito di “gestire il nuovo provvidenziale flusso di denaro evitando sprechi e dispersioni”. In questo modo, scrive Conti, “assumerebbe ulteriore forza e sarebbe difficile anche per il Pdl votare contro”.

E così la neopresidente eletta a Viale Mazzini potrebbe utilizzare quel denaro per investire su prodotti di qualità da “servizio pubblico”, riportando la Rai alla sua ragion d’essere. Scrive il Corriere:

L’eventuale calo di share di qualche punto, e quindi anche della pubblicità, verrebbe compensato comunque dal recupero del canone: ma in cambio si avrebbe un servizio pubblico ormai non più fotocopia del concorrente privato, in virtù di quel duopolio che ha soffocato da decenni il mercato italiano. La Rai potrebbe riaprire i palinsesti a quel tipo di offerta «di qualità» che anche i clienti pubblicitari apprezzano, dopo lo scadimento generale del prodotto e il conseguente abbandono della tv generalista da parte del pubblico più attento, più colto, vero obiettivo della pubblicità“.

Ritenuto inutile e iniquo da tutti, il canone è sempre stato l’unica risorsa a disposizione della politica per innaffiare le casse della tv pubblica e al contempo abbassare il tetto pubblicitario. In alcune province dello stivale si raggiungono percentuali di evasione fino al 90%, contro una media europea tra il 3 e l’8%. Ma aumentarlo, ogni volta, anche solo di un euro, significava fulminea perdita di popolarità e polemiche a non finire. Il canone, si sa, viene riscosso dalla Rai, essendone la maggiore destinataria, ma si riferisce al possesso degli apparecchi e, quindi, non al tipo o alla qualità delle trasmissioni televisive.

Tornando a fare i conti risulta quindi un’evasione totale di circa 1,4 miliardi di euro che non rientrano nelle casse dello Stato e quindi nelle disponibilità della Rai, la quale, è utile ricordare, ha le seguenti fonti di finanziamento: 47% Canone, 40% Pubblicità, 13% Vendita produzioni televisive.Tra i motivi dichiarati di tale elevata percentuale di evasione abbiamo principalmente la troppa pubblicità durante i programmi, la loro scarsa qualità e la politicizzazione della Rai. Va comunque osservato che l’amministrazione tributaria fa ben poco per esigere il pagamento del canone e la Rai ha ben pochi mezzi per obbligare il contribuente a pagare.

Se facciamo un paragone con gli altri paesi europei, però, va detto, siamo forse tra i più fortunati. Proprio perché il canone è sempre stato un discrimine di popolarità. A parte la Spagna e pochi altri paesi in cui questa tassa non esiste, per il resto si va dai 350 euro circa dei paesi scandinavi ai 120 circa in Francia passando per i quasi 21o euro in Germania, che offrono minore pubblicità ed un numero di reti superiore alle tre che al momento offre la Rai in chiaro. Un capitolo a parte andrebbe fatto per il digitale terrestre che ormai sta sostituendo il sistema analogico in tutto il paese e dove le reti della tv di stato sono in numero maggiore.

La domanda, se le intenzioni del governo dovessero trovare conferma, è una sola: come sarebbe la nostra televisione di Stato se tutti pagassero il canone. Magari sarebbe migliore, con meno spot e più cultura, o addirittura c’è chi sogna il calcio gratis per tutti. Nel dubbio, meglio continuare così, magari prima o poi lo aboliscono davvero.