Rai, rebus sul voto: giallo sul posto in più. Clerici salta?

Pubblicato il 21 Giugno 2012 11:06 | Ultimo aggiornamento: 21 Giugno 2012 11:08

ROMA – In Commissione Vigilanza si ragiona ormai col pallottoliere. Dopo l’Idv anche la Lega si mette di traverso sul voto per il nuovo consiglio di amministrazione della Rai, gettando nuova confusione sull’esito della seduta di martedì prossimo quando dovrebbero essere eletti sette membri dell’organismo di vertice di Viale Mazzini. Il Carroccio ha annunciato che non parteciperà o che voterà scheda bianca, ribadendo la richiesta di privatizzare l’azienda. Ciò vuol dire che ci sarà un posto in più per l’una o l’altra parte da assegnare.

Dovrebbero essere necessari cinque voti per l’elezione di ogni singolo consigliere, ma potrebbero bastarne anche meno. Il Pd, che può contare su 11 membri compreso il presidente Sergio Zavoli (il radicale Marco Beltrandi non è detto che si schieri con i democratici), sosterrà Gherardo Colombo e Benedetta Tobagi. Il Terzo Polo dispone di cinque voti e dovrebbe orientarsi per la conferma di Rodolfo De Laurentiis, anche se non mancano opinioni diverse. Il Pdl ancora spaccato tra chi propende per la conferma degli attuali tre consiglieri Antonio Verro, Guglielmo Rositani e Alessio Gorla e chi, invece, vorrebbe un rinnovamento: tra i papabili Antonio Pilati, Guido Paglia, Rubens Esposito, Giancarlo Galan. Gli azzurri contano su 16 membri in commissione e potrebbero avere l’appoggio di Giovanni Mottola di Popolo e Territorio e di Luciano Sardelli del gruppo Misto. Qualora avesse l’appoggio della Lega, che ha recentemente ottenuto il passaggio dell’ex consigliere Rai Giovanna Bianchi Clerici al Garante della Privacy, il Pdl potrebbe anche nominare quattro suoi consiglieri. Il Carroccio però ha spiegato che voterà scheda bianca e che comunque non sosterrà il numero legale. Non dovrebbero esprimere il loro voto anche i due membri dell’Idv, dopo il no di Antonio Di Pietro al metodo di scelta utilizzato dal Pd, che ha appoggiato i nomi delle associazioni. Una posizione che ha spaccato il partito, con Massimo Donadi che ha contestato il leader difendendo la scelta dei democratici.

I parlamentari, almeno ufficialmente, stanno esaminando i 272 curricula arrivati in Commissione. Tutti i nomi che circolano hanno formalizzato la loro candidatura. L’Idv ha chiesto di individuare criteri di scelta, Beltrandi di procedere all’audizione dei candidati. Intanto l’associazione Agorà Digitale ha messo in rete i nomi di tutti i candidati, da Roberto Menegon, artigiano friuliano, a Gherardo Colombo, ultimo a farsi avanti. Poche le sorprese, tra cui la presenza del presidente dell’Ordine dei giornalisti Enzo Iacopino e l’assenza di Dacia Maraini, candidata da ‘Se non ora quando’, e del direttore del Tg1 Alberto Maccari, considerato tra i papabili del Pdl. Intanto, l’attività di Viale Mazzini prosegue tra la presentazione dei palinsesti autunnali a Roma, dopo l’appuntamento milanese, e il cda, ormai praticamente fermo, che ha deciso di rinviare l’approvazione del contratto da 3,8 milioni di Antonella Clerici, uno dei pilastri della programmazione di Rai1, lasciando che siano i successori ad occuparsene.