Rai, Masi: “Nel 2011 avremo bilancio in attivo o mi dimetto”

Pubblicato il 27 novembre 2010 9:21 | Ultimo aggiornamento: 27 novembre 2010 10:20

Mauro Masi

Berlusconi fa scuola: promettere l’impossibile, garantire che “se non ci riesco me ne vado”, e poi lasciare scorrere le acque del tempo sapendo chela gente ha la memoria corta e mai nessuno ti chiederà conto. Sulla linea tracciata da Silvio Berlusconi sembra infatti diretto il suo fido scudiero Mauro Masi che, in una intervista alla Stampa, ha detto di essere pronto a andarsene se non sarà in grado di mantenere l’impegno preso con la Commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai “che nel 2011 avremo un bilancio in attivo”.

Si tratta  pronto a scommettere il ovviamente di un rischio calcolato quello di giocare il proprio incarico su questa promessa. Infatti non è escluso che nel 2012, quando il nodo del bilancio Rai 2011 verrà al pettine, probabilmente Masi in Rai comunque non ci sarà più: o perché mandato ad altro, più redditizio e prestigioso incarico o perché esonerato a prescindere in caso di vittoria elettorale della sinistra.

Sul caso della trasmissione ‘Vieni via con me’ a cui il cda ha imposto di dare spazio alle associazioni pro-life mentre il conduttore Fabio Fazio ribadisce il suo no, Masi osserva: ”E’ un caso in cui tutti hanno ragione e nessuno torto: ha ragione il cda ma anche gli autori”.

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”Io spero – aggiunge – che come e’ successo con Maroni si possa trovare una soluzione di equilibrio condivisa”. ”La Sipra sta facendo bene ma e’ vero che esistono queste situazioni”, afferma poi sulla concessionaria di pubblicità della Rai che avrebbe venduto a un prezzo troppo basso gli spazi pubblicitari del programma di Fazio e Saviano prevedendo uno share del 13 per cento mentre, sul tema dello scontro tra il premier Silvio Berlusconi e il giornalista Giovanni Floris a Ballarò, il direttore generale Rai spiega che ”con Floris ragioniamo spesso” ma ”il discorso riguarda le regole, non la sua trasmissione”.

Masi rivendica anche che ”rispetto al passato ci sia più pluralismo e contraddittorio” mentre alla domanda sul perché non riesca a fare le nomine replica: ”Nel Cda io non voto. E’ più corretto dire che la Rai non riesce a farle. Io ho solo il potere di proporre”.