Rai: Cda designa Anna Maria Tarantola presidente, lei non si presenta

Pubblicato il 10 luglio 2012 14:15 | Ultimo aggiornamento: 10 luglio 2012 14:49

raiROMA – Il Cda Rai accoglie l’indicazione di Mario Monti, pur tra tanti scontri interni, e designa Anna Maria Tarantola presidente Rai. Ora la sua nomina dovrà essere ratificata dalla Commissione di Vigilanza Rai. E l’iter è lungo visto che non c’è al momento nessuna convocazione e che il Pdl ha già annunciato battaglia.

Le acque in casa Rai sono molto agitate. Il Pdl aveva “convocato” Anna Maria Tarantola alla riunione del Cda sulla scelta del nuovo presidente ma la candidata designata da Mario Monti non si è presentata. Un evento largamente previsto: lei ha dato forfait, mandando un foglio con su scritto i suoi motivi, assente per “garbo istituzionale e per rispetto verso il consiglio d’amministrazione, per lasciare allo stesso la libertà di votarla come presidente”.

Alla fine la Tarantola è stata votata dal Cda come nuovo presidente con sette sì, un astenuto (il consigliere Antonio Verro) e un assente (la stessa Tarantola). Un’astensione, quella di Verro, che conferma gli scontri per i poteri e le deleghe del nuovo presidente. La richiesta del premier Mario Monti, che ha indicato l’ex vice direttore di Banca d’Italia, era di assegnare al nuovo presidente i poteri di firma per una spesa fino a un massimo di dieci milioni di euro (per le strutture non giornalistiche). Poteri ritenuti illegittimi dal Pdl.

Pdl che insiste sulla violazione della legge: ”Monti, con tutto il rispetto per il presidente del Consiglio, non è Napoleone e la Vigilanza non è una delle sue province: non si mette in mora il Parlamento”. Di qui la richiesta delle audizioni, ”sulla scorta delle opportune osservazioni dell’esponente del Pd Beltrandi: non vogliamo diktat sul commissariamento, ma rispetto per il Parlamento”, sottolinea ancora Butti, rinviando al mittente ”i diktat sul commissariamento”, ipotesi non esclusa negli ultimi giorni da Palazzo Chigi in caso di stallo sulla Rai.

Nel mirino del Pdl, gli interventi del governo sulla governance e in particolare le superdeleghe affidate al presidente: la possibilità di approvare, su proposta del dg, atti e contratti aziendali che comportino una spesa fino a 10 milioni (oltre l’attuale soglia di 2,5 milioni) e di nominare, sempre su proposta del dg, dirigenti non editoriali di primo e secondo livello (mentre le altre nomine restano appannaggio del cda). Ma il sospetto nel centrosinistra è che il Pdl possa bloccare la nomina di Tarantola per lasciare il cda in mano al consigliere anziano Guglielmo Rositani, blindando cosi’ la maggioranza nel blocco di centrodestra.

Ora la battaglia si sposterà in Commissione di Vigilanza Rai: perchè il nuovo presidente possa effettivamente assumere i poteri, è necessaria infatti una maggioranza qualificata dei due terzi, vale a dire 27 su 40.