Cda Rai, salta il banco: nomine sospese. Caso Amato nel Pdl

Pubblicato il 4 Luglio 2012 13:25 | Ultimo aggiornamento: 4 Luglio 2012 17:31
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Foto Lapresse

ROMA – Saltano le nomine nel consiglio d’amministrazione della Rai. E’ saltata la riunione della commissione di vigilanza Rai convocata per il rinnovo del cda: mancava il numero legale. Secondo quanto riferito da Giorgio Merlo del Pd i parlamentari presenti erano venti e a ”far mancare il numero legale è stato il radicale Marco Beltrandi”.

Erano assenti i parlamentari della Lega Nord e del Pdl, questi ultimi riuniti in un’altra stanza per decidere la linea del partito. Per il numero legale è necessaria la presenza della metà più’ uno dei 40 membri della commissione. ”L’atteggiamento irresponsabile del centro destra-ha proseguito Merlo – blocca la Rai, ha ragione Bersani a chiedere il commissariamento”.

Il caso Pdl aveva animato gli ultimi istanti prima della votazione:  Paolo Amato aveva annunciato che avrebbe votato Flavia Nardelli, poi ha lasciato il partito. Lo hanno detto i capogruppi alla Camera e al Senato del partito, Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliarello. Nelle votazioni del 3 luglio la Nardelli era stata votata da Idv, Api, Fli e Giovanna Melandri del Pd. Il 4 luglio si vota nuovamente per il consiglio d’amministrazione della tv pubblica, visto che l’ultima votazione aveva avuto come esito un nulla di fatto. Gasparri e Quagliariello hanno poi dichiarato: “In un colloquio successivo alla sua sorprendente dichiarazione all’Ansa, il senatore Amato ci ha comunicato la sua volonta’ di dimettersi dal gruppo del Pdl”. Per poi confermare: “Noi non voteremo”.

La dichiarazione di Amato aveva sorpreso perché il Pdl si era concentrato sul candidato Antonio Verro. Ma ora il senatore ha cambiato opinione: ”Di fronte alla situazione di stallo creatasi ieri in commissione di Vigilanza Rai e alle giuste rimostranze della pubblica opinione, ho deciso, oggi, di dare il mio voto alla candidata Flavia Nardelli”.

” Mi assumo apertamente, come è mio costume, la responsabilità di questa scelta, che è in linea con le mie convinzioni e con gli interessi generali della Rai”, aveva spiegato Amato. ”La quale ha bisogno di amministratori disinteressati, autonomi e capaci. Detto questo, tengo anche a precisare che nelle votazioni di ieri ho invece seguito le indicazioni del mio gruppo”.

In mattinata il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, aveva commentato: “O si trova un accordo o la Rai va commissariata”. Gli fa eco il leader Udc Pier Ferdinando Casini, che su Twitter, commenta così lo stallo in bicamerale: “Se la Vigilanza Rai non assolve ai suoi doveri di nomina, E’ giusto procedere al commissariamento della Rai per evitare deriva fallimentare”.

Il Presidente del Senato Renato Schifani ha poi indicato come componente della Vigilanza Rai il senatore Pasquale Viespoli, presidente del Gruppo parlamentare di Coesione Nazionale. In seguito al ricalcolo proporzionale dei 20 seggi spettanti ai Gruppi di Palazzo Madama è risultato che il Gruppo del PdL dovesse rinunciare a un componente.

Secondo la senatrice Pd, Anna Finocchiaro: ”La sostituzione del senatore Amato è illegittima e rappresenta una imbarazzante e inaccettabile presa di posizione che pare tutta piegata a favorire gli interessi di Berlusconi”. La capogruppo Pd al Senato ha spiegato che ”l’unica soluzione per risolvere la questione Rai è il suo commissariamento”.

Per il presidente della Commissione di Vigilanza, Sergio Zavoli: “La situazione è sul punto di diventare gravemente pregiudizievole per la difesa dei compiti e dei valori del Servizio pubblico, cui il Parlamento assegna un compito cruciale per la Nazione”.  “Le votazioni – è stato deciso – proseguiranno a oltranza, qualora fosse necessario”.