Rancore, chi è il rapper che canta Argento vivo con Daniele Silvestri

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 febbraio 2019 11:24 | Ultimo aggiornamento: 5 febbraio 2019 11:43
Rancore, chi è il rapper che canta Argento vivo con Daniele Silvestri

Rancore, chi è il rapper che canta Argento vivo con Daniele Silvestri

ROMA – Con Daniele Silvestri, sul palco dell’Ariston, a cantare “Argento vivo” salirà anche il rapper Rancore. Chi è Rancore? Nato a Roma, quartiere Tufello, nel 1989, Tarek Iurcich, in arte Rancore, ha da poco pubblicato il suo quarto album “Musica per Bambini”. In precedenza Rancore aveva pubblicato “Segui me” nel 2006, “Elettrico” nel 2011 e “Silenzio” nel 2012. Questi ultimi due album furono pubblicati in collaborazione con Dj Mike.

Nel 2015 Rancore pubblicò il singolo “S.U.N.S.H.I.N.E.”. Singolo che Michele Monina sul Fatto Quotidiano definì come “la più bella canzone rap mai scritta in Italia”.

Negli anni Rancore ha collaborato con molti artisti: Fedez, Cane Secco, Piotta, Marracash, Dargen D’Amico, Big Fish, Murubutu, Giancane, Claver Gold, Mezzosangue e anche Cranio Randagio.

I testi di Rancore spesso vengono considerati visionari. 

“Non mi ispiro mai a scene di film per i testi – ci raccontò in una intervista pubblicata a dicembre – Il film ce l’ho dentro. Naturalmente ho una passione per la fantascienza. E’ un genere che mi ha sempre portato altrove. Per me il film deve essere un viaggio. Un viaggio anche psicologico. Per questo mi piace Darren Aronofsky. Amo ‘Il teorema del delirio’. Un film che ho citato nei miei testi e l’ho visto tante volte. Amo anche “Matrix” e quel mondo di ‘cyberpunk’.
 
Lo stesso Rancore ha definito il suo stile come “Hermetic Hip-Hop”.  
 
“L’Hermetic Hip Hop – ci spiegò – è un modo per dare al linguaggio dell’Hip Hop un’arma in più. L’arma dell’ermetismo. Un linguaggio che ha una caratteristica di ‘codice’. Questo ‘codice’ deve avere dietro un motivo e uno scopo. Ci deve essere una voglia di cambiare le cose attraverso qualcosa che apparentemente sembra complesso ma che invece spiega meglio la realtà. Proprio perché la realtà è complessa. E’ contraddittoria. E’ ironica. Credo che
questa definizione definisca al meglio la mia musica e la mia visione. Poter dire una cosa dicendone dieci.
 
Trasformare una frase in un dipinto, in un quadro di parole. Un quadro astratto di parole dove tu puoi vedere quello che vuoi. Quadro che quindi diventa uno specchio dove ognuno vede quello che vuol vedere. Quello che ognuno necessita di vedere. Con questo codice posso accendere degli interruttori in chi mi ascolta senza però dover rinchiudere la frase in un concetto o in una morale. Morale che poi porterebbe a una chiusura in una convinzione. E di conseguenza andrebbe ad alimentare tutto quello contro cui ci mi sto lamentando. L’ermetismo, con l’Hip Hop, mi ispira libertà”.