Realiti, Rai si scusa: “Abbiamo mandato in onda cose indegne”

di Daniela Lauria
Pubblicato il 11 giugno 2019 8:42 | Ultimo aggiornamento: 11 giugno 2019 11:00
Realiti, Rai si scusa: "Abbiamo mandato in onda cose indegne"

Realiti, Rai si scusa: “Abbiamo mandato in onda cose indegne”

ROMA – “Abbiamo mandato in onda cose indegne”. Così l’amministratore delegato della Rai Fabrizio Salini si è scusato per la puntata d’esordio di Realiti, il programma di Rai 2 condotto da Enrico Lucci, andato in onda mercoledì 5 giugno. Le parole “indegne” sono quelle pronunciate dal giovane cantante neomelodico siciliano Leonardo Zappalà, 19 anni, in arte Scarface, che riferendosi a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino ha detto: “Queste persone che hanno fatto queste scelte di vita le sanno le conseguenze. Come ci piace il dolce ci deve piacere anche l’amaro”. 

Sul caso è stata avviata anche un’inchiesta interna. “Quello che è avvenuto è inaccettabile e non può e non deve accadere”, sottolinea l’ad Salini. “Abbiamo il dovere di essere garanti della legalità. In questo caso non lo siamo stati, chiediamo scusa ai parenti di Falcone e Borsellino, ai familiari di tutte le vittime della mafia e ai telespettatori”.

Il presidente della commissione di Vigilanza, Alberto Barachini, ha puntato il dito contro “un evidente omesso controllo da parte della governance del servizio pubblico”. I vertici Rai sono finiti nel mirino di esponenti di Forza Italia e Pd, che hanno chiesto “un chiarimento urgente nella bicamerale”, ma anche del Movimento 5 Stelle. Dura condanna anche dal presidente di Articolo 21, Paolo Borrometi, a sua volta minacciato dalla mafia, oltre che da Fnsi e Usigrai.

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“La Fondazione Falcone ha apprezzato molto la sensibilità con cui la Rai ha stigmatizzato quanto accaduto”, ha detto Maria Falcone, sorella di Giovanni. “È fonte di sollievo inoltre che tantissimi italiani si siano indignati davanti alle scellerate parole di un giovane che ha mostrato la sua ignoranza”.

Insomma la Rai2 di Carlo Freccero, che parlerà di mafia anche il 13 giugno in occasione della messa in onda de La Trattativa di Sabina Guzzanti, è finita sulla graticola. Realiti, che ha esordito con un non lusinghiero 2,45% di share e 428 mila spettatori, è stato spostato dalla prossima puntata in seconda serata. Non verrà chiuso, ma per consentire a Lucci un maggior controllo sui suoi ospiti che in virtù del format non sono abituati ad andare in tv, verrà mandato in onda in differita.

La frase “incriminata” è stata pronunciata quando il conduttore Enrico Lucci, dopo aver più volte invitato l’ospite a studiare la storia degli eroi siciliani e sottolineato che la mafia è il male, ha mandato in onda una grande foto dei due giudici, accolta da un applauso. La polemica richiama alla mente quella scatenata dalla presenza del figlio di Riina a Porta a Porta nel 2016, ma Lucci spiega che si tratta di un contesto del tutto diverso.

“Non abbiamo invitato Riina o Provenzano – ha specificato – Abbiamo invitato un ragazzetto che fa il cantante neomelodico, perché il programma si occupa di fenomeni sul web. Io mi rivolgo a questo ragazzetto con toni paterni, perché non si massacra un ragazzetto che dichiara di non essere mafioso, anche se ha degli idoli orribili come Scarface e le idee confuse”.

Zappalà era al centro di un video trasmesso dal programma, che raccontava il fenomeno degli interpreti neomelodici siciliani che cantano in napoletano. Nel video si raccontava anche la storia di Niko Pandetta, detto Tritolo, con anni di galera alle spalle e nipote del boss Turi Cappello. Nella clip Pandetta, che nelle sue canzoni inneggia anche allo zio Turi, raccontava, tra l’altro, di aver finanziato il suo primo cd con una rapina. In un video su Facebook, pubblicato dopo la trasmissione, il cantante ha inoltre minacciato, mostrando la sua pistola d’oro, il consigliere della Regione Campania Francesco Emilio Borrelli, dei Verdi, che durante la puntata aveva criticato il messaggio dei neomelodici e parlato di Pandetta come di “un delinquente, che inneggia alla mafia”.

Polemiche, infine, per la foto del voucher dell’albergo, con il logo della Rai, pubblicata su Facebook da Pandetta, che aveva fatto sospettare che la tv pubblica gli avesse pagato l’hotel. Il voucher, però, inviato in un primo momento – si apprende – è stato subito annullato, perché si è valutato di non invitare più il cantante in trasmissione. (Fonte: Ansa)