Rula Jebreal: “Mia madre si tolse la vita dopo un’infanzia di violenze”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Febbraio 2020 8:20 | Ultimo aggiornamento: 4 Febbraio 2020 10:41
Rula Jebreal, Ansa

Rula Jebreal: “Mia madre si tolse la vita dopo un’infanzia di violenze” (foto Ansa)

ROMA – Intervistata da Vanity Fair, Rula Jebreal ha parlato del monologo (contro la violenza sulle donne) che reciterà nella prima serata del Festival di Sanremo:

“Parlo di fatti che conosco, di adesso. È una battaglia che va combattuta anche dagli uomini. Per me è imprescindibile, non combatterla vorrebbe dire che non è cambiato niente da quando mia mamma si è suicidata. E lo devo a mia figlia”.

“Amadeus? Lo ammiro perché ha fatto la scelta coraggiosa di chiamare dieci donne a condurre con lui, e mi auguro che per le prossime edizioni ci siano direttrici artistiche”.

Weinstein all’epoca produsse un film tratto da un suo libro.

“Una volta l’ho visto maltrattare una sua assistente, le urlava addosso e lei è scappata via piangendo. Gli ho detto: sei molto fortunato, io ti avrei malmenato, tu saresti finito all’ospedale e io in carcere. Ho provato un disprezzo totale. Donne come me, che hanno avuto in famiglia dei casi di abuso…”.

Una infanzia dolorosa quella di Rula Jebreal, una infanzia segnata dal drammatico suicidio della madre, vittima di violenze. “Mia mamma si è tolta la vita dopo un’infanzia di violenze tra i 13 e i 18 anni, nessuno le aveva creduto per salvare l’onore della famiglia”.

“Se sono diventata famosa grazie al mio aspetto? Gli amministratori delegati delle cento società più importanti del mondo sono tutti uomini: nessuno si chiede se abbiano avuto successo perché sono belli. Nessuno può essere selezionato in un sistema come quello americano (…) per l’aspetto fisico. (…). Sa che cosa mi ha aiutato? Il duro lavoro, raccontare la verità”.

Fonte: Vanity Fair.