Rupert Everett contro la Chiesa: “Peggio dell’Isis”. E su Papa Francesco: “Non mi fido”

di Filippo Limoncelli
Pubblicato il 26 febbraio 2019 16:10 | Ultimo aggiornamento: 26 febbraio 2019 16:10
rupert everett

Il Nome della Rosa, Rupert Everett contro la Chiesa: “Peggio dell’Isis”. E su Papa Francesco: “Non mi fido”

ROMA – Il Nome della Rosa, attesissima fiction Rai ispirata al celebre romanzo di Umberto Eco, andrà in onda dal 4 marzo. Vanity Fair, per l’occasione, ha intervistato Rupert Everett, attore e protagonista della serie.

“Questo film è la mia crociata contro la cultura dentro cui sono cresciuto: a sette anni i miei genitori mi hanno spedito ad Ampleforth, austero monastero benedettino” ha dichiarato Everett. Le sue critiche, oggi, sono rivolte alla Chiesa cattolica “in generale” ha spiegato lui, “che nel Medioevo, era più terribile dell’Isis e che, tutt’oggi, mi vedrebbe volentieri all’inferno per il solo fatto di essere gay”. 

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L’attore 59enne è ancora oggi scettico nei confronti della Chiesa. “Quando passo da Roma, ceno in un ristorante molto frequentato dal clero. Preti e seminaristi ordinano menu da cinque portate” ha raccontato. “Mangiano, bevono, spendono, spandono. Farebbero meglio a seguire l’esempio di Gesù, donare tutto in beneficenza e vivere in povertà”. Papa Francesco? “Prima vorrei sapere che cosa ha combinato da giovane in Argentina, all’epoca dei desaparecidos” ha affermato Everett. “Non mio fido di lui: fa tanti bei proclami e poi li disattende”.

Rupert Everett, prima di concludere il suo discorso sull’attuale Papa, non si è tirato indietro dal commentare la politica italiana. “Mi sbaglierò ma, secondo me, Papa Francesco è un uomo di marketing. Quasi preferivo il precedente. Al tempo lo detestavo per il suo conservatorismo. Ma almeno era autentico”. “È un po’ quello che provo nei confronti del presidente degli Stati Uniti: ora che c’è Trump rimpiango Bush. Immagino che voi italiani proviate la stessa nostalgia per Berlusconi, adesso che governa Salvini”. 

Fonte: Vanity Fair