SanPa, la docuserie di Netflix su San Patrignano. La comunità: “E’ un racconto parziale. Ci dissociamo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 Gennaio 2021 8:49 | Ultimo aggiornamento: 2 Gennaio 2021 8:49
Red Ronnie e Luca Bizzarri, scoppia la lite su Twitter su San Patrignano. "Cretino", "Non sai di cosa parli"

Red Ronnie e Luca Bizzarri, scoppia la lite su Twitter su San Patrignano. “Cretino”, “Non sai di cosa parli” (foto Ansa)

Da mercoledì 30 dicembre è disponibile su Netflix SanPa. Parliamo della docuserie sulla storia della comunità di recupero per tossicodipendenti di San Patrignano. Comunità fondata nel 1978 da Vincenzo Muccioli.

Un racconto, quello della docuserie Netflix, che cerca di mettere in evidenza le luci e le ombre della comunità.

La docu-serie è stata realizzata con 25 testimonianze per un totale di 180 ore di interviste e con immagini tratte da 51 differenti archivi. 

La regia è di Cosima Spender (Palio, Premio Miglior Montaggio al Tribeca Film Festival 2015).

San Patrignano contro la docuserie di Netflix SanPa

”La comunità San Patrignano si dissocia completamente dalla docu-serie messa in onda da Netflix.

Il racconto che emerge è sommario e parziale, con una narrazione che si focalizza in prevalenza sulle testimonianze di detrattori”.

Così in una nota la Comunità di San Patrignano.

SanPa, la comunità di San Patrignano contro la docuserie

”Per trasparenza e correttezza abbiamo ospitato per diversi giorni la regista della serie la quale è stata libera di parlare con chiunque all’interno della comunità.

E abbiamo inoltre fornito l’elenco di un ampio ventaglio di persone che hanno vissuto e o tuttora vivono a San Patrignano e della quale conoscono bene storia passata e presente.

Tale elenco è stato totalmente disatteso, ad eccezione del nostro responsabile terapeutico Antonio Boschini.

Preferendo lasciare spazio ad un resoconto unilaterale che paia voler soddisfare la forzata dimostrazione di tesi preconcette”.

”Avevamo espresso fin dall’inizio la preoccupazione per gli effetti che un prodotto televisivo di ricostruzione delle vicende trascorse all’interno della comunità, se non ricostruite e presentate in maniera equilibrata e adeguatamente contestualizzate, poteva avere sulla odierna realtà di San Patrignano, con i suoi oltre 1000 ospiti. Purtroppo, ci troviamo a constatare che i timori erano assolutamente fondati”.

”Siamo molto preoccupati per gli effetti negativi e destabilizzanti che potrebbero ricadere sull’oneroso lavoro di recupero, reinserimento e prevenzione, ai quali la comunità San Patrignano è con dedizione da decenni impegnata.

Le spettacolarizzazioni, drammatizzazioni e semplificazioni presenti in un prodotto chiaramente costruito per scopi di intrattenimento commerciale, più che di seria ricostruzione documentaria che rispetti i canoni di oggettività per essere chiamata tale, potrebbero altresì colpire le purtroppo numerosissime persone e le loro famiglie che affrontano il grave problema della tossicodipendenza, oggi ancora emergenza nazionale.

Persone alle quali San Patrignano ha sempre aperto le proprie porte e accolto gratuitamente in un programma terapeutico.

Programma basato su principi e metodi molto distanti da quelli descritti nella docu-serie, come dimostrato da diversi studi indipendenti”.

”Per la nostra parte, continueremo, con l’impegno che da sempre ci contraddistingue, ad essere al fianco di tutti coloro che intraprendono il percorso di recupero dalla dipendenza”. (Fonti: Ansa, Adnkronos)